Opinioni

L’intervista inventata del Corriere a Carola Rackete

Ieri Sea Watch 3 ha preso le distanze da un’intervista a Carola Rackete pubblicata sul Corriere della Sera: “La nostra Comandante NON ha rilasciato nessuna intervista. Quelle pubblicate oggi sono libere interpretazioni dei fatti”. Nel testo di Virginia Piccolillo, pubblicato anche sul sito del quotidiano, si parlava di un colloquio con i legali:

Domani o martedì dovrà essere sottoposto al giudizio di convalida. Ma non era pronta alle accuse che le sono piovute addosso dopo aver investito con la Sea Watch 3 la motovedetta della Guardia di Finanza che, a protezione della banchina, le intimava l’alt contro lo sbarco non autorizzato. In un incontro, ieri, con i suoi avvocati dello studio di Alessandro Gamberini, ha parlato tre ore, chiarendo tutte le sue motivazioni del suo gesto.

La capitana trentunenne è ai domiciliari e non può rilasciare dichiarazioni, ma attraverso i suoi avvocati chiarisce i dubbi sollevati da più parti sul suo comportamento. E la sua analisi difensiva parte, nella ricostruzione dei legali, proprio da quell’attracco che stava per mettere a repentaglio la vita dei cinque finanzieri giunti a intimarle l’alt.

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Su Twitter è partita una shitstorm di discrete dimensioni nei confronti del Corriere, ma forse l’obiettivo non è ben centrato. È probabile che il Corriere abbia preso accordi per pubblicare un’intervista a Carola Rackete in quella forma ma con le risposte degli avvocati. La successiva smentita di Sea Watch fa parte del gioco delle parti.

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