Economia

L’INPS e i venti milioni di pensioni da ricalcolare

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Il Secolo XIX racconta oggi una storia incredibile che ha per protagonisti l’INPS, un tecnico informatico e venti milioni di pensioni che sono da ricalcolare per un errore:

A sollevare il caso è un ex tecnico della Olivetti, Piero Scopelliti, genovese, «sempre attento alla mia pensione»: l’uomo, titolare di un assegno di vecchiaia dal 2010, si è insospettito vedendo la cifra accreditata a gennaio, inferiore a quella del mese precedente e a quella del gennaio di un anno fa. Dopo aver chiesto inutilmente spiegazioni al suo patronato, oggi attraverso il Secolo XIX ha avuto immediatamente dall’Inps la risposta che attendeva. E visto che l’Istituto ammette l’esistenza di un baco informatico, è probabile che il caso genovese inneschi una lunga serie di rimborsi.

«Dopo aver verificato la prestazione pensionistica del signor Scopelliti è stata rilevata una anomalia nell’applicazione della rivalutazione che è stata prontamente segnalata alla Direzione Centrale competente che provvederà a riesaminare la pensione, al fine di ricostituirla per ripristinare il pagamento di quando dovuto all’interessato sia con riferimento alla rata corrente che alla restituzione delle somme relative al 2019». E poi: «La Direzione Centrale effettuerà le verifiche per sanare eventuali al tre situazioni anomale». Questo il testo della lettera inviata dalla direzione genovese dell’Istituto di previdenza, che ha dato immediata risposta a un caso segnalato per la prima volta ma sicuramente non unico.

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La rivalutazione delle pensioni (Libero, primo novembre 2019)

Ad essere calcolata in modo anomalo è la rivalutazione Istat, ovvero il ricalcolo (fatto a fine anno) della cifra dovuta a tutti i titolari di posizioni pensionistiche. Il meccanismo è semplice: a livello centrale, a Roma, vengono inseriti i parametri Istat di rivalutazione, si calcola la stima ipotizzata per l’anno successivo e si conguaglia l’anno trascorso. Nell’incrocio dei dati (in base al valore della pensione la somma viene erogata in percentuali diverse) viene stabilita la nuova pensione.

«Io stesso conosco almeno una decina di persone che hanno avuto lo stesso taglio inspiegabile, sia tra i miei ex colleghi alla Olivetti che tra lavoratori provenienti da altre aziende». L’ex tecnico Scopelliti parla, nel suo caso, di 7 euro e 10 centesimi non accreditati ma al contrario sottratti da una pensione da 1.700 euro.

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