Fact checking

Banfi, Foglietta e D'Amico: il tempestoso rapporto dei grillini con chi critica la Raggi in questi giorni

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Gli elettori e gli attivisti del MoVimento 5 Stelle sono famosi per essere cittadini che non si fanno scrupoli a criticare il potere, ovvero chi lo detiene. In questi otto anni di M5S abbiamo assistito a critiche feroci, attacchi spietati e spesso immotivati nei confronti di politici e amministratori accusati senza mezzi termini di essere “ladri”, “mafiosi” e quant’altro. Tutto bene fino a che il MoVimento non è arrivato al governo di alcune importanti città. Improvvisamente i 5 Stelle hanno fatto capire che tutta la loro veemenza retorica e la loro frenetica eccitazione non nasceva dalla voglia di migliorare “il sistema” quanto dal semplice desiderio di impossessarsene.

Grillini di lotta e grillini di governo

Prendiamo il caso di Roma. Da quando Virginia Raggi è stata eletta sindaca il M5S ha subito degli adattamenti. Improvvisamente si può continuare a fare politica anche se si è indagati o rinviati a giudizio. Cosa che gli altri partiti – i cattivi – hanno sempre sostenuto. Ma un’altra cosa che si è persa è la capacità degli attivisti di criticare chi è al governo, esercitando quello che è il “controllo diretto” sugli eletti, sui cosiddetti portavoce come ancora si ostina a chiamarli qualcuno. Per un po’ a Roma abbiamo sentito ripetere appelli a “lasciare lavorare” la Raggi, a darle tempo.
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Qualcosa non andava? «Colpa delle precedenti amministrazioni». La giunta si perde in un bicchier d’acqua e non sa portare a termine nemmeno le imprese più semplici come la nomina degli assessori? «La macchina comunale è complessa e necessita di una messa a punto». Piove e si allagano le strade? «Non vi siete accorti del global warming?». Cosa succede quindi quando qualcuno critica la Raggi come i 5 Stelle facevano con Marino (e con toni senza dubbio meno catastrofici)? Semplice: se si tratta di un giornalista non c’è di preoccuparsi perché sono tutti venduti e ci penserà il Blog a ristabilire la verità. Se si tratta di un personaggio pubblico allora la faccenda si fa più interessante.

L’onestà intellettuale andrà di moda (ma lasciategli tempo)

È il caso del contest – organizzato da attivisti pentastellati – sulla più bella frase sentita in questi giorni. Un post creato da un attivista di Imola che ha già totalizzato qualche migliaio di condivisioni e di “mi piace”. A contendersi il premio e gli insulti dei grillini ci sono Ilaria D’Amico, Lino Banfi, Anna Foglietta e Vincenzo De Luca. Tutti colpevoli di aver parlato male di Roma e della sua attuale amministrazione. Le frasi però non sono né corrette né di questi giorni. Ad esempio la D’Amico a Di Martedì non ha detto “preferisco uno Stato corrotto che rotto” ma una cosa ben diversameglio qualche corrotto che uno Staro rotto“. La frase di Lino Banfi, che qualche giorno fa aveva parlato del degrado di Roma, risale addirittura al 2013.
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Anche Anna Foglietta, che nei giorni scorsi è stata pesantemente insultata sui social per quello che ha osato dire a Otto e mezzo sui disastri della Capitale non ha detto “a Roma si stava meglio quando c’erano Buzzi e Carminati” ma ha fatto notare che un cittadino che abita a Roma non vede la città migliorata. La Foglietta ha detto: «Roma è un terzo mondo. Cosa devo pensare, che era meglio quando c’erano Carminati e Buzzi? Un cittadino che vede il proprio parco invaso dagli arbusti, cosa deve pensare? Io non trovo mio figlio negli arbusti, gli devo mettere il cappellino». Per concludere la rassegna dell’honestà grillina ecco la vera frase di Vincenzo De Luca:

Ci sono centinaia di extracomunitari, sul lungomare di Salerno, di sera o nel week end. E’ un caso unico in Italia. Questa situazione è intollerabile. Purtroppo a Salerno non essendoci una camorra che governa il territorio, vi sono centinaia di extracomunitari che pensano di occupare militarmente il territorio e di fare quello che vogliono.

Il Presidente della Campania (ed ex sindaco sceriffo di Salerno) sta dicendo due cose: che a Salerno non c’è la camorra grazie a lui e che dal momento che non c’è gli immigrati fanno quello che vogliono. Si può discutere del fatto che la camorra sia o meno assente a Salerno e che i meriti siano da ascrivere alla sua amministrazione. Ma la sostanza del discorso è che De Luca non sta dicendo che gli dispiace che a Salerno non ci sia la camorra ma sta facendo invece notare con il suo solito sarcasmo che non essendoci più la camorra (grazie a lui) ora ci sono altri problemi da affrontare. Sì: è un discorso un po’ complesso se non si è andati oltre la quinta elementare.

Il minuto d’odio dei grillini contro chi critica la Raggi e il MoVimento

La pacata (NdR non “pakata”) reazione dei pentastellati non si è fatta attendere. Nessuno si preoccupa che le frasi siano state manipolate e messe fuori contesto. Eppure è tutto in Rete! E così tra un “pezzi di merda” e uno “scemi scemi” c’è chi dà della “trans riuscito male” a Ilaria D’Amico e chi invece li vorrebbe bruciare tutti e quattro (ma gli dispiace per le due donne).
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Donne che ovviamente vengono definite “mignotte” con il cervello da gallina mentre De Luca e Banfi diventano “un pappone e un vecchio rimbambito”.
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Maledetti merdosi, mafiosi, corrotti, cervelli che friggono. La scarica di insulti continua imperterrita, ognuno alla ricerca di una definizione più colorata per essere originale.
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Ovviamente la D’Amico paga il fatto di essere “amica di Buffon” e soprattutto di essere tifosa juventina (sic!). Ah, si stava davvero meglio quando c’era LUI, scrive sconsolato un utente dopo aver depositato nei commenti i suoi insulti.
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Perché “questi hanno tutto da difendere, i loro interessi naturalmente, sono sotto ricatto” da parte dei Poteri Forti. Ma c’è chi ha la soluzione: “tutti a mare con scarpine in cemento”. E poi via, a piangere contro la legge “ammazza blog” a inveire e contro chi fa battute sessiste contro la Raggi. Perché domani è un altro giorno e ormai i grillini sono i pretoriani dell’ordine costituito, a patto ovviamente che sia il loro. Non criticabile e perfettissimo per definizione.