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Come la Lega a Ferrara regala ai cittadini mascherine che non proteggono dal Coronavirus

In uno scatto pubblicato sulla pagina Facebook del primo cittadino potete ammirare l’amore con cui i consiglieri e la giunta insieme al primo cittadino imbustano – parole loro – le mascherine per proteggere i cittadini. Ma c’è un problema

Osservate questa foto perché in uno scatto si racchiude tutta la clamorosa generosità e vicinanza ai cittadini della giunta di Ferrara capitanata da Alan Fabbri e con punta di diamante il prestigioso Nicola Naomo Lodi. Qui potete ammirare l’amore con cui i consiglieri e la giunta insieme al primo cittadino imbustano – parole loro – le mascherine per proteggere i cittadini durante l’emergenza Coronavirus. Non sono fantastici?

Come la Lega a Ferrara regala ai cittadini mascherine che non proteggono dal Coronavirus

Certo, bisognerebbe anche notare alcune cose, ad essere dei pedanti. Quelle mascherine sono le stesse che ha già distribuito Luca Zaia ai veneti. E, come sappiamo, a stampare e donare quelle mascherine era stata la ditta Grafica Veneta di Trebaseleghe (PD) di proprietà di Fabio Franceschi. Franceschi invece è noto alle cronache per essere stato socio (con il 4%) della Società Editoriale il Fatto Quotidiano, per essersi candidato alle politiche 2018 con Forza Italia (non eletto) e per una spassosa polemica circa il fatto che non riusciva a trovare operai da assumere alimentando la saga degli imprenditori che offrono lavoro ma non trovano persone disposte a fare fatica.

alan fabbri sindaco ferrara mascherine

La cosa più importante – e quella che magari sfugge ai ferraresi – però è che quelle mascherine non sono dispositivi di protezione individuale (DPI). Si tratta infatti di “schermi filtranti” realizzati in base all’articolo 16 comma 2 del decreto del 17 marzo che autorizza «l’utilizzo di mascherine filtranti prive del marchio CE e prodotte in deroga alle vigenti norme sull’immissione in commercio». Quelle mascherine ovviamente non servono per medici, infermieri, operatori sanitari. Non sono del tipo FFP2 o FFP3. E non sono nemmeno mascherine chirurgiche propriamente dette.

alan fabbri sindaco ferrara mascherine 2

Ma questo lo ha scritto anche Fabbri. Per essere precisi lo ha scritto alla fine di un lunghissimo post in cui spiegava “la distribuzione gratuita delle 150mila mascherine” – ma chi vuoi che vada a leggere fino alla fine, e soprattutto che capisca che non si tratta di “dispositivi di protezione individuale”? Come abbiamo scritto all’epoca del “dono” di Zaia, le innovative mascherine alla veneta sono identiche: non hanno elastici o lacci ma si attaccano alle orecchie tramite dei tagli verticali. In questo modo però non aderiscono bene al volto e c’è sempre il rischio che si possano levare accidentalmente. Se si pensa di usarle per far visita alle persone in ospedale (non ai pazienti ricoverati per Covid-19) sono completamente inutili: immaginate che il paziente è steso a letto e voi state in piedi. Non è chiaro nemmeno che differenza ci sia tra utilizzare questo genere di mascherine e una semplice bandana o un fazzoletto di tessuto ripiegato un paio di volte. Ma soprattutto si noti un’altra cosa. Questa è la mascherina indossata da Zaia qualche giorno fa all’epoca della presentazione delle “sue” mascherine:

zaia mascherine grafica veneta coronavirus covid 19 - 5

E ora guardate quelle indossate da Fabbri & Co:

alan fabbri sindaco ferrara mascherine 1

Nessuno di loro sta indossando le mascherine che vogliono regalare ai ferraresi. Quelle sembrano piuttosto mascherine chirurgiche, che “sono utili perché proteggono da schizzi e secrezioni grossolane, ma non è detto proteggano dall’aerosol infetto di una persona contagiata. Devono poi essere sostituite dopo qualche ora perché inumidendosi diventano meno efficaci”. Insomma, è grande la confusione sotto il cielo di Ferrara. Ma una cosa è certa: le mascherine che il Comune vuole regalare non sono quelle “giuste”. Esattamente come in Veneto.

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