Opinioni

Le scuse furbe di Angelo Parisi per Rosato da bruciare vivo

“Quando sbaglio so riconoscerlo, per questo oggi sento di dover chiedere scusa per il mio tweet dei giorni scorsi rivolto a Ettore Rosato, capogruppo PD alla Camera”. A scriverlo su Facebook in un post riportato dalle agenzie di stampa è Angelo Parisi, ingegnere ambientale di Leonforte (Enna), indicato dal candidato governatore pentastellato, Giancarlo Cancelleri, assessore all’Enertgia in caso di vittoria alle elezioni di domenica in Sicilia. Parisi è finito nell’occhio del ciclone per alcuni tweet comparsi nel suo profilo in cui l’assessore designato nei mesi scorsi si lasciava andare a pesanti offese e insulti nei confronti di quelli che riteneva ‘nemici’ del Movimento. A parlarne per primo è stato il giornale LiveSicilia, mentre oggi la storia è approdata sulla Stampa. Tra i tweet incriminati c’è quello contro il capogruppo alla Camera dei democratici, Ettore Rosato, ‘padre’ della nuova legge elettorale: “Rosato, facciamo un patto – scrive Parisi -, se questa legge sarà cassata dalla Consulta, noi ti bruceremo vivo, ok?”.
angelo parisi rosato
“Quel linguaggio e quei toni – dice – non mi appartengono e mi dispiace essere andato oltre i limiti in un momento in cui sono prevalse la rabbia e l’amarezza per i modi e i tempi con cui il PD stava imponendo al Parlamento una nuova legge elettorale incostituzionale. Non sono un hater, come in queste ore la stampa mi sta definendo, sono un cittadino che ha a cuore la democrazia e le istituzioni, cosi’ come ho a cuore la mia terra, quella Sicilia che per troppi anni è stata nelle mani di persone che l’hanno distrutta. Sono umano e ho sbagliato, ma non permetto a nessuno – continua – di strumentalizzare un mio errore per provare ad accostarmi agli impresentabili che affollano le liste di Nello Musumeci, ne’ di mettere in dubbio la mia correttezza, la mia integrità morale e l’impegno che ho sempre dedicato alla mia Sicilia”.
angelo parisi 1
 
Con queste scuse Parisi dimostra di aver capito ancora molto poco del problema sollevato. In primo luogo, un assessore cittadino e bla bla bla dovrebbe sapere che a dichiarare incostituzionali le leggi non sono i politici che legittimamente vi si oppongono ma la Corte Costituzionale. Se lui pone come giustificazione della sua rabbia il fatto che qualcuno abbia approvato una “legge incostituzionale”, la situazione è disperata ma non seria, non tanto per uno che commenta su Twitter, ma per uno che vuole fare l’assessore. In secondo luogo, Parisi dovrebbe spiegare come mai parlando con La Stampa ha detto di non ricordare quei tweet mentre oggi gli è improvvisamente tornata la memoria. In ultimo, Parisi oggi dice di essersi pentito di quei tweet proprio perché sono finiti nel dibattito politico. Se non fossero usciti, si sarebbe pentito? La risposta è troppo facile.

Leggi sull’argomento: «Rosato, noi ti bruceremo vivo»