La macchina del funky

Il senso delle istituzioni dell'assessore M5S: «Rosato, noi ti bruceremo vivo»

angelo parisi

“Non ricordo quei tweet, che vanno comunque contestualizzati. Ad ogni modo sono tweet di un privato cittadino, quando li ho scritti non ero assessore designato dal Movimento cinque stelle. Cosa c’entra il passato col ruolo che dovrei ricoprire?”: così Angelo Parisi, assessore designato all’Energia da Giancarlo Cancelleri in caso di vittoria del MoVimento 5 Stelle alle elezioni siciliane, si giustificava a LiveSicilia qualche giorno fa con chi gli chiedeva conto dei sui cinguettii piuttosto violenti (eufemismo). Come quello che ha dedicato al padre del Rosatellum Bis, la legge elettorale più odiata dal M5S:

Tweet da contestualizzare con le trasmissioni tv seguite e commentate sul social network da Parisi: come quella che il 17 ottobre vede Rosato ospite del salotto di ‘di Martedì’, su La 7. Il capogruppo dem alla Camera difende la legge elettorale ed è protagonista di un acceso duello con il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio, ma l’intervento del deputato non piace a Parisi che twitta: “Rosato facciamo un patto, se questa legge sarà cassata dalla Consulta ti bruceremo vivo. Ok?”.
Nella stessa puntata un faccia a faccia tra il presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, Roberto Fico, e i giornalisti Massimo Giannini, Francesco Giorgino e Massimo Franco, accende la vis polemica di Parisi. Giannini chiede a Fico un commento a un post di Luigi Di Maio, che a seguito dell’avviso di garanzia inviato al sindaco di Torino Chiara Appendino aveva parlato di un movimento “sotto attacco”. Parisi scrive: “Ecco l’altro cretino di Giannini che dimostra di non saper manco leggere, eppure il post era scritto in italiano”. E ancora, storpiando il nome del giornalista di Repubblica: “Giannino il M5s è sotto attacco del Pd e di voi giornalisti servi, coglione”.

angelo parisi rosato
L’assessore in pectore non sembra aver compreso che minacciare qualcuno di bruciarlo vivo non è esattamente quello che può permettersi di fare qualunque privato cittadino. Intanto i tweet sono spariti dal social network ma nel frattempo la vicenda è arrivata anche su La Stampa:

Parisi guarda tanta tv, se la prende soprattutto con i malcapitati conduttori e sempre per difendere un 5 Stelle sott’accusa, che sia la sindaca di Torino o la collega di Roma. Il 5 e il 12 ottobre tocca a Corrado Formigli di Piazzapulita, ma i toni al confronto degli altri sembrano quasi gentili: «Formiglio, dopo fango e falsità adesso inviti la @virginiaraggi, al posto suo ti querelerei». Anche il tweet su Rosato è frutto di uno sfogo davanti alla tv, scritto durante la trasmissione di Floris, il 17 ottobre.
Quando in Sicilia, hanno ricordato a Parisi, appena indicato come assessore, le sue frasi, lui ha bloccato il profilo (scelta inusuale per Twitter, aperto a chiunque) e la sua risposta è stata imbarazzata: «Non ricordo quei tweet, che vanno comunque contestualizzati. A ogni modo sono tweet di un privato cittadino, scritti quando non ero assessore designato dal M5S. Cosa c’entra il passato col ruolo che dovrei ricoprire?». Il passato sono dieci giorni fa, praticamente ieri.

EDIT: Leggi sull’argomento: Le scuse furbe di Angelo Parisi per Rosato da bruciare vivo