Economia

Le pensioni crescono il doppio delle retribuzioni

Tra il 2000 e il 2018 i redditi pensionistici sono cresciuti molto più delle retribuzioni, aumentando del 70 per cento. Al contrario, chi dal 2000 in poi ha svolto un’attività lavorativa alle dipendenze ha visto incrementare il proprio stipendio solo del 35 per cento

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In Italia ci sono sedici milioni di pensionati per un totale di 23 milioni di assegni erogati e una spesa annua di 293 miliardi di euro, pari al 16% del prodotto interno lordo italiano. E un altro dato è d’interesse nella fotografia scattata dall’istituto di statistica nel rapporto sulle condizioni di vita dei pensionati, che contiene alcune informazioni sorprendenti. Spiega oggi Il Messaggero:

Ad esempio tra il 2000 e il 2018 i redditi pensionistici sono cresciuti molto più delle retribuzioni, aumentando del 70 per cento. Al contrario, chi dal 2000 in poi ha svolto un’attività lavorativa alle dipendenze ha visto incrementare il proprio stipendio – complice la crisi economica – solo del 35 per cento. Pure il blocco dei rinnovi contrattuali nel settore pubblico ha stimolato l’allargamento del divario tra le due curve.

Risultato, i redditi pensionistici negli ultimi 18 anni sono cresciuti al doppio delle velocità rispetto ai redditi da lavoro dipendente. E questo perché, sottolinea sempre l’Istat, hanno raggiunto l’età pensionabile le generazioni che nel secolo scorso hanno beneficiato di un lungo periodo di crescita economica, che gli ha permesso di raggiungere posizioni professionali solide e svolgere una carriera lavorativa continua.

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Pensioni e retribuzioni, la crescita (Il Messaggero, 16 gennaio 2020)

Perde così smalto il vecchio adagio secondo cui i pensionati sono sempre più poveri.

E ancora: «il peso relativo della spesa pensionistica sul prodotto interno lordo si attesta al 16,6 per cento, valore appena più alto rispetto al 2017, quando si era fermato al 16,5 per cento, e che segna un’interruzione del trend decrescente osservato nel triennio precedente», scrive l’Istat. I pensionati in sofferenza sono meno della metà: il 36,3 per cento riceve ogni mese meno di mille euro lordi, mentre il 12,2 per cento non arriva a superare i 500 euro. Un pensionato su quattro, il 24,7 per cento, si colloca invece nella fascia di reddito superiore ai duemila euro

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