Politica

Lamorgese smonta le bufale di Salvini e della Lega sul gazebo accerchiato dagli anarchici a Bologna

Il Carroccio aveva detto che le persone erano state intimidite e minacciate per non farle fermare al gazebo della Lega. Il ministero dell’Interno ha smentito tutto

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Matteo Salvini su Facebook aveva parlato di gazebo della Lega accerchiato dagli anarchici, che avevano a suo dire intimidito “chi cercava di avvicinarsi distribuendo volantini minatori”.

Lamorgese e le bufale di Salvini e della Lega sul gazebo accerchiato dagli anarchici a Bologna

La candidata alla presidenza della Regione Emilia Romagna Lucia Borgonzoni sosteneva che fossero “gli stessi “democratici” che anche il 14 novembre, fuori dal PalaDozza, manifestavano contro di noi. Questa mattina alcuni anarchici hanno circondato il banchetto della Lega in via Marconi a Bologna, intimidendo la gente che cercava di avvicinarsi”. Entrambi avevano postato un video su Facebook che avrebbe dovuto testimoniare le violenze, ma dove si vedeva al massimo un volantino firmato da “anarchici e anarchiche” in cui si contestava l’azione politica della Lega e si diceva che gli attivisti leghisti erano “accerchiati”. Ma si aggiungeva anche che “la polizia ci difende” e si ringraziavano le forze dell’ordine.

Ieri la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, interrogata in merito dai parlamentari del Carroccio, ha risposto durante il question time. E ha spiegato che c’è stata «un’estemporanea iniziativa di volantinaggio», ma sotto gli occhi delle forze dell’ordine. Lamorgese ha detto che gli anarchici «non hanno comunque impedito ai cittadini che avessero voluto fermarsi presso il banchetto di avvicinarsi». La Lega aveva parlato di «parole e azioni che sanno di minaccia» con la candidata Lucia Borgonzoni e ieri è insorta. «La ministra sottovaluta le minacce e le aggressioni degli estremisti e degli anarchici alla Lega in Emilia Romagna – ha detto Matteo Salvini – Cinque anni fa la mia auto era stata assaltata e in queste settimane abbiamo assistito ad altri episodi preoccupanti. Ma non ci faremo intimidire». Per Borgonzoni, si tratta invece di «una pagina imbarazzante per il ministero dell’Interno». Ma Lamorgese ha smentito tutto: «È stato assicurato un servizio di controllo e osservazione – ha detto la ministra – per garantire lo svolgimento della raccolta delle firme e prevenire eventuali turbative per l’ordine pubblico. L’iniziativa è terminata alle 13, senza impedimenti alla propaganda politica, così come avviene in centinaia di iniziative analoghe che si svolgono sul territorio nazionale».

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