Economia

L'addio di Whirlpool a Napoli nel 2020 (e Patuanelli?)

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Whirlpool ha confermato l’addio allo stabilimento di Napoli nel 2020 in un documento inviato alla SEC, l’autorità di controllo della Borsa americana. Il  30 ottobre scorso lo stop alle procedure di vendita e di licenziamento collettivo era stato salutato come una svolta: «Voglio darvi una buona notizia — l’annuncio agli operai, in favore di telecamera, del ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli — è un risultato ottenuto grazie al vostro impegno, alla manifesta volontà di lavorare nello stabilimento. Su questa vertenza il governo ci ha messo la faccia, ora ci sono le condizioni per sederci al tavolo con le parti sociali e provare a trovare una soluzione industriale, anche con un impegno del governo per lo stabilimento». Ora, spiega Repubblica, il dietrofront:

Alla vigilia dell’assemblea dei lavoratori in calendario oggi, un documento inviato dalla multinazionale americana alla Sec il 31 ottobre scorso, ovvero un giorno dopo l’intesa con il governo italiano sulla permanenza a Napoli. «L’accordo preliminare della società di vendere lo stabilimento a un acquirente terzo — si legge nella nota che integra precedenti comunicazioni informando sulle “ulteriori discussioni con i sindacati e il governo italiano” — rimane in vigore, fatti salvi gli effetti di questi ulteriori negoziati. La società intende completare la sua ristrutturazione e cessare la produzione nell’impianto nei prossimi mesi con uscita prevista per il 2020». E, a scanso di equivoci, si chiarisce che la società continuerà la produzione solo «nel breve termine».

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A onor del vero Whirlpool non ha mai annunciato una retromarcia dalla decisione di abbandonare lo stabilimento partenopeo, ribadendo in ogni passaggio della trattativa (compreso il compromesso di fine ottobre) la non sostenibilità economica della produzione di lavatrici di alta gamma e indicando come unica possibilità di sopravvivenza della fabbrica la riconversione e cessione. Nella comunicazione alla Sec si ricorda, appunto, che è stato «stipulato un accordo preliminare per vendere lo stabilimento produttivo di Napoli ad un acquirente terzo», alludendo evidentemente alla Prs di Giovan Battista Ferrario con il suo piano per la produzione di container frigo.

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