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La trattativa segreta tra Di Maio e Salvini

alessandrodamato|

luigi di maio matteo salvini

Ieri tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini è andata avanti una trattativa segreta che a un certo punto del pomeriggio sembrava chiusa a buon fine per il governo. Poi è saltata, secondo i leghisti per colpa di Elisabetta Casellati.

La trattativa segreta tra Di Maio e Salvini

Ieri pomeriggio, quando Salvini, è uscito dalle consultazioni a Palazzo Giustiniani insieme a Berlusconi e Meloni, ha annunciato segnali di avvicinamento tra centrodestra e MoVimento 5 Stelle. Questo perché in mattinata c’erano stati colloqui tra il leader di Lega e il resto del centrodestra con al centro il Cavaliere: Silvio si era rassegnato a non pretendere di entrare nel governo ufficialmente in cambio di ministri d’area Forza Italia. Ovvero, le trattative per il governo sarebbero state tra Lega e M5S ma Salvini avrebbe lasciato l’indicazione di alcuni ministri a Berlusconi. Forza Italia e Fratelli d’Italia in cambio avrebbero votato la fiducia al governo Di Maio-Salvini.

di maio salvini lega m5s

Un passo avanti non da poco, o meglio: questa è la prima versione della storia. Che prosegue in questa maniera: quando sono arrivati all’incontro con la presidente del Senato i grillini si sono accorti che quello che si aspettavano non si stava avverando, anzi. La Casellati faceva sapere a Di Maio, Giulia Grillo e Danilo Toninelli che il tavolo sarebbe stato a quattro (vogliono sedersi anche Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni), il premier lo avrebbero scelto loro e buona parte dei ministri pure, mentre sul reddito di cittadinanza bisognava andare cauti.

Accordi e disaccordi

In pratica tutti i punti della trattativa sciorinati in mattinata dal leader della Lega sono scomparsi dal discorso di Elisabetta Casellati. Per questo oggi sui giornali ci sono molte parole in rigoroso anonimato nei confronti dell’incaricata dal Colle: “Se chi dovrebbe farlo non media…”, dicono. Addossando alla presidente del Senato la colpa di aver fatto saltare un accordo già raggiunto. Quello stesso accordo che poi è stato oggetto del discorso pubblico di Luigi Di Maio dopo i colloqui con Casellati. E che ha previsto appunto un’offerta di contratto di governo soltanto alla Lega (ma ciò non impedisce che la Lega faccia scegliere i ministeri ad altri della coalizione o li concordi con il centrodestra) e la possibilità di un appoggio esterno di Forza Italia e Fratelli d’Italia.

di maio salvini lega m5s 1

La stessa offerta fattagli in mattinata da Salvini, ma stavolta ufficializzata davanti alle telecamere. E non poco deve essere costato a Di Maio l’annuncio, visto che sono subito cominciate a fioccare le ironie (“Ah, ma quindi per Forza Italia si tratta di concorso esterno in governo Di Maio?”) e le critiche, come quella di Tomaso Montanari su Twitter.

La versione di Berlusconi

Ma dalle parti di Forza Italia si racconta invece una storia completamente diversa. Nella quale è la Lega a dire a Berlusconi che è caduto il veto dei 5 Stelle sul suo nome e quindi si può chiudere in fretta una trattativa di governo con i grillini. In cambio, probabilmente, dell’approdo di Di Maio a Palazzo Chigi ma con la scelta di ministri di tutte le forze politiche e trattative in cui tutto il centrodestra viene pienamente legittimato. Quando il centrodestra arriva al Quirinale, Berlusconi dice chiaro e tondo a Casellati che non ha intenzione di fornire appoggi esterni e la Casellati questo ripete a Di Maio facendo sfumare la trattativa, ovvero il bluff della Lega.

sondaggio piepoli
Il sondaggio dell’Istituto Piepoli per La Stampa (14 aprile 2018)

Ilario Lombardo sulla Stampa racconta una versione ancora diversa:

La Lega invece dice che a quel tavolo i grillini avevano accettato di far sedere anche le capigruppo di Fi. Qui le versioni si contraddicono. Di certo il cellulare di Di Maio viene subissato di messaggi di panico: «Non è che facciamo l’accordo con Berlusconi?». Ma in quell’ora di ritardo, concordata con Casellati, che ha bisogno di riordinare le idee, cambia anche altro.

Perché quando si siedono davanti a lei, la presidente del Senato elenca ai grillini le richieste del centrodestra: tavolo comune a quattro, ministri scelti dai singoli partiti, no al reddito di cittadinanza e premier deciso dal centrodestra. «Accettate Berlusconi, è la storia di questo Paese» dice Casellati: «Non posso – risponde Di Maio – sarebbe la fine della nostra storia».

La resa dei conti

Come sia andata davvero la storia e chi menta in questa ricostruzione dei fatti è poco rilevante. Il punto più importante è che ieri il MoVimento 5 Stelle cominciava a registrare qualche nervosismo interno riguardo la soluzione della vicenda visto che anche la questione dei ministri d’area di Forza Italia e dell’appoggio esterno di Berlusconi non sarebbe stata poi così gradita dagli eletti grillini. Ma ormai è saltato tutto. Spiega Ugo Magri:

È finita in un vortice di accuse e recriminazioni. I Cinque stelle sospettano di essere stati presi per il naso da Salvini (e non è la prima volta, aggiungono); i leghisti giurano invece che Di Maio si è rimangiato gli accordi (pure in questo caso, sostengono, ci risiamo). I più benevoli ipotizzano un qui-proquo, della serie «non si sono capiti» scommettendo che Luigi e Matteo comunque ci riproveranno.

paola nugnes 1

Però sono in pochi a crederci, specialmente in alto loco, dove si percepisce ormai una certa stanchezza per i teatrini, le recite, le commedie degli inganni. Sono trascorsi 49 giorni dalle elezioni, non è più tempo di proclami tipo quello serale di Salvini che si dichiara pronto a ricevere da Mattarella un incarico. Pare escluso che l’idea di conferirglielo sfiori il Capo dello Stato: dalle sue parti non si vede quali probabilità di riuscita avrebbe il leader leghista, in mancanza di rottura con Berlusconi e di accordi con Di Maio messi nero su bianco.

Alla fine di una lunga giornata di trattative sfumate o mai nate Salvini in diretta al TG di La7 dice: “Adesso ci provo io”. Ma non sembra che dalle parti del Quirinale si sia propensi a dare l’incarico al leader della Lega senza un accordo preciso e alla luce del sole sulla maggioranza parlamentare. E il sì a Salvini premier sarebbe duro, se non impossibile, da digerire anche per il MoVimento 5 Stelle. Quindi oggi Casellati salirà al Quirinale e spiegherà a Mattarella che, come nel Gioco dell’Oca, siamo di nuovo al punto di partenza. E a questo punto per il presidente della Repubblica non rimane che giocare l’altra carta: quella di Roberto Fico e dell’esplorazione della possibilità di un accordo con il Partito Democratico. Ma con calma, dalla prossima settimana. Intanto saranno passati altri giorni e questa pantomima comincia a stufare un po’ tutti.