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Governo, segnali di avvicinamento tra M5S e centrodestra?

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«Se oggi si parte è una bella giornata»: Matteo Salvini lo dice senza specificare troppo e a domanda se abbia ricevuto segnali dal MoVimento 5 Stelle risponde tranquillamente di sì. «Confidiamo in quello che dirà oggi Di Maio», aggiunge dopo le consultazioni con Elisabetta Casellati fuori da Palazzo Giustiniani. «Confidiamo nel fatto che anche i 5 stelle vogliono un governo votato dagli italiani», dice ancora invitando ad aspettare che Luigi Di Maio parli verso le 17,30. Cosa sta succedendo?

Segnali di avvicinamento tra M5S e centrodestra?

Sta succedendo che ci sono segnali di avvicinamento tra MoVimento 5 Stelle e centrodestra: probabilmente con un ok di massima sul nome del candidato premier. A quel prezzo, ovvero con Luigi Di Maio a Palazzo Chigi, si potrebbe consumare un accordo tra la coalizione di Berlusconi, Salvini e Meloni e i grillini. Ma probabilmente prima si parlerà solo ed esclusivamente del programma elettorale, ovvero di una lista di priorità che dovrebbe affrontare il nuovo esecutivo con l’evidente obiettivo di governare a lungo, ovvero per cinque anni. Un colpo di scena rispetto a quello che si pronosticava in questi giorni e anche rispetto alla linea espletata dal M5S in tv stamattina. Per questo probabilmente sul piatto c’è il nome del candidato premier: perché è evidente che ogni trattativa con il Partito Democratico o di un governo del presidente presuppone la caduta della leadership di Di Maio. L’accordo (per ora solo accennato) con il centrodestra deve quindi avere questo come primo punto all’ordine del giorno.

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Fonte: Il Sole 24 Ore del 06/03/2018

L’accelerazione somiglia a quella che ha portato all’accordo per i presidenti della Camera e del Senato. Ovvero, nella notte il centrodestra rimaneva ancora su nome di Paolo Romani e al mattino la Lega annunciava il cambio di cavallo con quello di Bernini che poi portò al compromesso su Casellati. E alla rapida elezione di Fico e dell’attuale incaricata del mandato esplorativo. Oggi Di Maio dovrebbe dare qualche spiraglio al nuovo governo evidentemente facendo cadere con qualche formula un veto (quello su Berlusconi?). Da lì la strada per la formazione del nuovo governo sarebbe in pianura se non in discesa.

Gioia e nervosismi

Con il compromesso appena trovato si comprenderebbero anche i segnali di nervosismo che arrivano da una parte del M5S (quella più vicina a Roberto Fico) e quelli di invito che arrivano da altre parti. “Lo spiraglio è aperto, è piccolo. Ma vogliamo credere che il nostro appello sia accolto da Di Maio”, dice in tv Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega in Senato; “Concordiamo il candidato premier dopo il programma. Ci sediamo al tavolo, vediamo se il programma è condiviso e poi il premier lo decidiamo insieme ai 5 stelle. Sul premier ne parliamo dopo”. Il centrodestra quindi riapre la partita con il MoVimento 5 Stelle proprio mentre si immaginava uno stallo ancora lungo per le trattative e l’apertura (tattica o strategica) al Partito Democratico. E se davvero Di Maio confermerà la versione di Salvini si tratta del risultato di una trattativa tra i due, visto che ancora stamattina il capogruppo al Senato del M5S, Danilo Toninelli, aveva aperto ai dem prima che iniziassero le nuove consultazioni con la presidente del Senato incaricata dal Quirinale: “Non faremo mai alleanze con Berlusconi, che ha fatto fallire il Paese. Al Pd invece proponiamo di sederci al tavolo per scrivere un contratto di governo”.

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Le maggioranze possibili (La Repubblica, 6 marzo)

In mattinata il M5S aveva anche smentito di aver proposto un governo con l’appoggio esterno di Forza Italia. E infatti l’ANSA scrive che Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno avuto una serie di contatti per trovare una soluzione all’impasse. È stato individuato un punto di partenza: un programma condiviso. Nel dialogo tra i due leader si approfondirà nelle prossime ore il tema, senza riferimenti al tipo di coalizione. Su questa base – si ragiona in ambienti parlamentari – ci potrebbe essere un appoggio da parte di Forza Italia alla maggioranza di governo con 5 stelle e Lega su un ‘contratto’ basato su temi specifici. Il programma condiviso – si ragiona sempre in ambienti parlamentari – potrebbe essere supportato da un governo in cui saranno inserite figure tecniche di primo piano. Per quanto riguarda la leadership di questo esecutivo, da fonti leghiste si ribadisce come Matteo Salvini abbia già spiegato di essere pronto ad un passo indietro.

EDIT: Di Maio all’uscita dal colloquio con Casellati torna a parlare di alleanza con la Lega e soltanto con la Lega. L’unica apertura che ha fatto è stata quella di accettare un sostegno esterno di Fratelli d’Italia e Forza Italia al governo di Salvini e Di Maio. Siamo “disponibili a considerare non ostile il sostegno di Fdi e Fi ma il contratto va firmato da me e Salvini”.