Opinioni

La procura di Roma chiude una delle due inchieste su Paola Muraro

La Procura di Roma ha chiuso l’inchiesta nei confronti dell’ex assessore comunale all’Ambiente della giunta Raggi, Paola Muraro alla quale sono contestati cinque capi di imputazione, quando era consulente Ama (per una dozzina di anni), per violazione dell’articolo 256 comma 4 del testo unico sull’ambiente. Le irregolarità ipotizzate dal procuratore aggiunto Michele Prestipino e dal pm Alberto Galanti fanno riferimento all’attività svolta dalla Muraro sugli impianti Tmb di Rocca Cencia e Salaria, entrambi di proprietà dell’azienda municipalizzata per i rifiuti. La contestazione che viene mossa all’ex assessore riguarda, in particolare, il mancato raggiungimento dei parametri ministeriali sia nel conferimento che nel reimpiego dei rifiuti trattati dai due impianti. Quanto contestato dalla Procura si può estinguere facendo ricorso all’oblazione, cioè al pagamento di un’ammenda, che sostituisce il giudizio penale.
paola muraro tmb salario -1
Nei confronti dell’ex assessore Muraro resta pendente il procedimento aperto per abuso d’ufficio. Interrogata il 21 dicembre scorso in una caserma della Guardia di Finanza, l’ex assessora si difese spiegando di aver agito nel pieno rispetto della normativa vigente in materia ambientale. “Gli adempimenti contestati – ebbe modo di giustificarsi Paola Muraro davanti ai magistrati – non erano di mia competenza. Io segnalavo le anomalie ai dirigenti e ai responsabili degli impianti”. La Muraro aveva anche aggiunto di non aver “rivestito qualifiche che implicano responsabilita’ per reati ambientali. Se ci sono stati reati vanno attribuiti ai dirigenti aziendali, non certo a me”.

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