Opinioni

La procura di Torino chiede l’archiviazione dell’inchiesta su vaccini e metalli pesanti

La procura di Torino ha chiesto l’archiviazione di un’inchiesta sulla presenza di tracce di metalli pesanti all’interno di un vaccino esavalente. Il fascicolo era stato aperto per “somministrazione di farmaci imperfetti” dopo un esposto del Codacons, che ora annuncia di avere depositato un’opposizione formale alla proposta dei pm di chiudere il caso. Un consulente della procura, il docente universitario Claudio Medana, aveva stabilito che non vi erano problemi di carattere tossicologico. Il Codacons chiederà al tribunale di svolgere nuovi accertamenti coinvolgendo fra l’altro i carabinieri del Ris.

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Nella primavera 2017 la procura aveva ricevuto un esposto del Codacons basato sugli esami di laboratorio fatti da Antonietta Gatti e Stefano Montanari, specialisti in nanotecnologie. I risultati delle analisi rivelavano «una contaminazione da micro e nanoparticelle». La procura aveva trovato un esperto della facoltà di Biotecnologie molecolari dell’ Università di Torino. Lo specialista ha già completato la consulenza sulla composizione chimica: nel vaccino ci sono tracce di tungsteno, oltre a sostanze come alluminio, rame, zinco, manganese e piombo (seppure in minima parte), presenti anche nell’ acqua. Per il docente, comunque, in quella concentrazione le sostanze non sono un pericolo per la salute. Il pm Pacileo aveva chiesto lo stesso un supplemento di perizia. Tra le varie possibilità, c’ è quella di una «limatura» causata dall’ attrito dell’ ago con il meccanismo di scorrimento della siringa al momento dell’ apertura per l’niezione.

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