Opinioni

La fuga di Lucia Borgonzoni dai confronti tv per evitare figuracce

@Mario Neri|

Perché non ci sono stati altri confronti televisivi con Bonaccini? «Chiedetelo a lui…»: la versione di Lucia Borgonzoni sui confronti con il suo rivale viene regalato oggi a Libero, che pubblica una intervista elogiativa alla candidata della Lega alle elezioni regionali dell’Emilia-Romagna. Repubblica Bologna però racconta tutta un’altra storia che vede invece una candidata piuttosto riluttante ai confronti, soprattutto dopo la severa lezione ricevuta da Carlo Calenda sul MES, che le ha fatto scegliere la via della prudenza in pubblico per evitare figuracce:

Assente al fianco di Matteo Salvini durante il suo blitz domenicale a Bologna (pur giustificata dal leader: «Lucia è con la mamma oggi») e sfuggente ai faccia a faccia con Stefano Bonaccini. Almeno per ora. Questa è la strategia messa in campo al quartier generale leghista per raddrizzare i sondaggi. Nessun litigio tra la candidata e il leader della Lega per il trend che dà Bonaccini in crescita e la destra a rincorrere.

Piuttosto, Salvini copre la sua candidata e prende in mano direttamente le redini della campagna, accettando il rischio di perderla con la propria faccia. «Io andrò tra la gente, Lucia incontrerà le categorie» ha teorizzato l’ex ministro domenica all’hotel Excelsior, relegando la sua candidata ai tavoli ovattati dei convegni con le imprese, ai post su Facebook, e alle dichiarazioni quotidiane alle agenzie di stampa.

Anche i confronti con Bonaccini su tv e stampa locali sono ridotti al minimo. Alcuni sono stati cancellati dopo essere stati già fissati. Borgonzoni parteciperà invece ai match sulle emittenti nazionali (in lizza ci sono già sia Sky che Piazza Pulita), ma più in là. Per ora si accettano singole ospitate. E si presta attenzione ai convitati, per evitare botta e risposta al vetriolo come quello con Carlo Calenda a Piazza Pulita, un mese fa, che a detta di molti, anche a destra, «avrebbe fatto più male che bene» alla leghista. Così Borgonzoni scolora, all’interno di un centrodestra tutt’altro che unito. Con gli alleati mai davvero convinti del suo nome.

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