Opinioni

La destra mai tanto forte e mai tanto ininfluente

Mi ricordo sempre di uno sketch di Corrado Guzzanti su Bertinotti. Era il tempo in cui Rifondazione Comunista veleggiava sull’8% ed era fondamentale per i governi di centrosinistra presieduti da Prodi. Nello sketch si vedeva un Bertinotti festaiolo che voleva stare all’opposizione ad ogni costo, anche a costo di mandare in crisi il Governo Prodi da loro stesso sostenuto. Il risultato finale di questa politica fu un’implosione di Rifondazione e una crisi sistemica della Sinistra. Il Movimento 5 Stelle aveva anch’esso una vocazione di opposizione. Come non ricordare la frase della senatrice Taverna quando affermò che la vittoria della Raggi a Roma era un “complotto per farli vincere”. Con molta responsabilità però Di Maio ha accettato la sfida di governare alleandosi prima con la Lega e poi anche con il PD con cui aveva polemizzato aspramente in campagna elettorale. Ha pagato duramente in termini di consenso elettorale ma ha ottenuto la possibilità di esprimere un premier come Conte, ha ottenuto il dimezzamento dei parlamentari e ha ottenuto il reddito di cittadinanza.

salvini papeete

La Destra invece ha scelto la strada dell’opposizione. La svolta di Salvini al Papeete, quando ha chiesto i pieni poteri, ha portato tutti gli altri partiti a coalizzarsi contro la Destra. Ciò ha consolidato elettoralmente la Destra portandola ad oltre il 40% (mai così forte nell’Italia democratica dai tempi di Crispi e Bava Beccaris) ma nello stesso tempo l’ha relegata all’opposizione. Questo turno elettorale regionale e comunale ha fatto vedere che con il 40% non si governa. Se la Destra non vuole fare la stessa fine di Bertinotti (questa volta addirittura con il 40% di voti, non con l’8%) o la stessa fine di Marine La Pen in Francia (con il 23%) deve aprirsi a forze più moderate. Altrimenti assistiamo al paradosso di avere una popolazione scontenta di come stanno andando le cose ma che non si fida dell’opposizione. Infatti stiamo assistendo al paradosso di un partito (il PD) che ha perso le elezioni del 2008, che non ha vinto quelle del 2013, che ha perso quelle del 2018 ma sta governando ininterrottamente dal 2010 (salvo un anno di pausa nel 2018). Questa situazione fa male alla democrazia: non si tiene conto delle preferenze degli elettori e abbiamo come premier politici mai votati da nessuno. Ok, la nostra non è una democrazia diretta ma certamente non tener conto mai e in nessun caso delle preferenze espresse nelle elezioni allontana sempre di più i cittadini dalle alchimie del Palazzo. Inoltre per governare contro le Destre al 40% si devono coalizzare fra loro forze politiche estremamente eterogenee. E questo rende il prendere delle decisioni un’operazione estremamente difficile e per rendersene conto basta considerare come sta risultando difficile la decisione se accettare o meno i fondi del MES.

giancarlo giorgetti angela merkel ppe

A mio parere, per poter governare e, quindi, dare un contributo al Paese, la Destra deve mettere da parte gli aspetti più estremi ed aprirsi a posizioni più moderate ed accettabili. No al razzismo e al fascismo. Si a posizioni assai critiche su un’immigrazione incontrollata ed incontrollabile che assorbe troppe risorse a scapito dei nostri giovani costretti ad emigrare all’estero per mancanza di opportunità. No a posizioni aprioristiche contro l’Europa e l’Euro. Certamente questa Europa delle volte si è comportata peggio della matrigna di Cenerentola, certamente siamo entrati nell’Euro senza esserne pronti, ma non si ottiene nulla (se non l’aumento dello spread) urlando di voler uscire dall’Euro senza se e senza ma, senza tentare un dialogo, senza valutare i costi-benefici di questa operazione. No a posizioni negazionistiche sulla pericolosità del Covid. Sì a critiche su inutili ed eccessive limitazioni della libertà personale. Mandare droni ed elicotteri per inseguire delle persone che fanno jogging da sole o minacciare l’uso di lanciafiamme è estremamente pericoloso e non diventa divertente neanche quando Crozza fa il verso al Governatore della Campania nel suo show.

nipoti berlusconi positivi coronavirus

Non si deve impedire di professare religioni diverse da quella cristiana. Ma si può (anzi si deve) difendere la nostra tradizione culturale che si basa, volenti o nolenti, anche sul cristianesimo. Insomma ci sono tante posizioni di Destra, su cui, qualora non fossero estremizzate, la Meloni e Salvini potrebbero cercare il consenso con forze moderate centriste. Ci sono anche dei potenziali leader (Giorgetti, Toti, Zaia) di un partito di destra moderato. Ma è molto più facile stare all’opposizione che governare. Con Berlusconi sempre più vecchio e stanco, Salvini e la Meloni sembrano non capire che tocca a loro inventare una Destra di governo. Sembra che ragionino come la Taverna … Perché mai la Meloni dovrebbe mettersi in gioco candidandosi come sindaco di Roma? Roma è una città con grandi  problematiche. Molto meglio non candidarsi, lasciare agli altri l’onere di governare. Ma facendo così non si crea nessuna classe dirigente, non si incide mai sulle politiche del Paese, si rende inutile il voto del 40% degli Italiani, non si acquista credibilità internazionale, si fa governare tutti gli altri. E presto o tardi, l’elettore capirà che se continua a votare questa Destra, condannerà il suo voto ad essere del tutto inutile.

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Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri è professore di matematica all’Università degli Studi di Firenze Oltre ad essere un professore universitario di Matematica che vede con sgomento l'università italiana andare sempre più alla deriva, sono anche un valutatore di progetti scientifici ed industriali (sia a livello italiano che europeo). Vedere nuove idee, vedere imprese che nascono, vedere giovani imprenditori che per realizzare le proprie idee combattono fatiche di Sisifo contro il sistema paleo-burocratico e sclerotizzato, è un' esperienza tipo Blade Runner: " Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser".