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Gli insulti a Salvini… sulla pagina di Luca Zaia

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Che l’aria stia cambiando intorno a Matteo Salvini non lo testimonia soltanto l’emorragia di fan dalla sua pagina. C’è anche la sequela di insulti ricevuti proprio sul suo terreno più congeniale, Facebook, dai seguaci del governatore del Veneto Luca Zaia. Racconta oggi Enrico Ferro su Repubblica:

La rivolta social dei veneti si scatena venerdì, quando Zaia rilancia nella sua pagina ufficiale due dirette Facebook di Salvini impegnato prima a Pescara e poi a Campobasso per quello che è, di fatto, l’inizio della campagna elettorale che porterà a nuove elezioni. Il governatore del Veneto, con astuzia, si limita a condividere le dirette invitando i suoi elettori a lasciare qualche commento.

Apre le danze Rosanna Franceschini: «Apprezzo lei signor Zaia, ma non il suo rappresentante di partito. Mesi e mesi di banderuole e di campagna elettorale continua. Ha solo parlato e girato sagre e spiagge. Di lavoro poco e ora che vi erano tante decisioni da prendere fugge. Vergognoso». Fioccano altri i commenti. Laura Bardini: «Apprezzo il suo operato, Zaia, ma non quello di Salvini». Gianna Andriolo: «Ben presto finirà di fare il pagliaccio in spiaggia e si leccherà le ferite».

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È evidente che le contestazioni arrivano perché Salvini viene accusato di essere troppo vicino al Sud e di aver fatto saltare l’Autonomia del Veneto:

Chi conosce bene le dinamiche della Lega in Veneto non crede che tutto questo sia frutto del caso. Luca Zaia ha un indice di gradimento altissimo nel panorama nazionale dei governatori delle Regioni e Salvini lo sa. Forse anche per questo motivo ha trasformato il percorso verso l’autonomia del Veneto in un tira e molla spesso indigesto proprio a Zaia, che di questa riforma ha fatto una bandiera.

Le battaglie vinte negli ultimi mesi, dalle Olimpiadi Milano-Cortina del 2026 fino al riconoscimento delle colline del Prosecco come patrimonio Unesco, hanno contribuito a rafforzare l’immagine del leader veneto. «Salvini burattino dei potenti, da Berlusconi a Putin» scrive Mario Sorrentino sulla bacheca di Zaia. E la Bestia continua a mordere il suo padrone.

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