Opinioni

In Umbria grande tristezza: il generale Pappalardo e la sua lira umbra non ce la fanno

Non c’è davvero riconoscenza in questo paese e i risultati dell’Umbria lo confermano. Nonostante il generale Antonio Pappalardo si sia speso con Mario Draghi per far avere agli abitanti della regione la Lira Umbra e la promessa di dare  “mille lire umbre a ogni famiglia al mese, che equivalgono a mille euro spendibili che ridurranno le tasse”, i suoi Gilet Arancioni hanno portato a casa soltanto 587 voti alle elezioni, per una percentuale totale dello 0,10% rispetto all’intera popolazione e, purtroppo, nessun seggio in consiglio regionale.

pappalardo umbria

La pagina facebook Antonio Pappalardo presidente dei Gilet Arancioni, che conta 530 iscritti (coincidenze?), tace dal 25 ottobre e anche le altre risorse social del generale sembrano aver perso la voce nel momento più buio, quello della sconfitta.

Mentre infuriava la campagna elettorale il generale dietro la collina raccontava: «Qualcuno si mette a ridere quando parlo di questo, ma non sa che Antonio Pappalardo si è incontrato con il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi e gli ho mostrato la moneta. Draghi mi ha detto: ‘La può stampare, generale’». Il programma di Pappalardo era quindi questo: «Prima di tutto non faccio pagare i rifiuti, poi non faccio pagare l’acqua e il bollo della macchina. Ricostruiremo le zone terremotate in un anno, daremo la possibilità agli umbri di non pagare i libri scolastici fino al secondo superiore…». E già che c’era Pappalardo prometteva anche di debellare il cancro (ma questa l’avevamo già sentita…). Ora non sarà più così. La notte a Perugia è crucca ed assassina.

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