Opinioni

La procura indaga sugli sciacalli che hanno insultato la mamma di Arezzo

Il Corriere della Sera scrive oggi che la procura di Arezzo sta indagando sugli «sciacalli del web» che hanno scritto minacce e insulti sul profilo Facebook di Ilaria Naldini, la mamma di 38 anni che ha dimenticato la figlia Tamara in auto, morta per arresto cardiaco provocato dall’alta temperatura dell’abitacolo. S’ipotizzano i reati di minacce, istigazione al suicidio, diffamazione aggravata. Ieri la madre e il padre della bimba hanno chiuso i loro profili. Abbiamo pubblicato un “florilegio” degli insulti qui. Uomini e donne, in molti casi genitori, che condannano e insultano una madre che ha visto morire sua figlia tra le sue braccia. C’è chi chiede l’ergastolo perché è ora di smettere di essere buonisti nei confronti degli assassini. Nessun tribunale ha ancora giudicato la mamma di Tatiana ma l’Internet ha già emesso la sua sentenza.
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Ci sono quelle, e sono molte, che spiegano che quella mamma non avrebbe dovuto avere il diritto a fare figli. Se non sei in grado di fare la madre allora non lavorare, non fare figli.
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Con tutte le persone che provano ad avere figli e non ci riescono “questa qui” ha mandato la figlia all’altro mondo. Dovrebbe vergognarsi. E se stava male perché non è andata da uno psicologo? Forse la bimba era l’ultimo dei suoi pensieri. Parole pronunciate da madri (o almeno persone che si qualificano come tali) che non hanno il minimo senso dell’empatia.
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