Economia

Il M5S e la strage silenziosa degli alberi a Roma

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C’era un tempo in cui nelle città italiane le amministrazioni comunali non potevano toccare le alberature per potarle o abbatterle senza che qualcuno del MoVimento 5 Stelle intervenisse in loro difesa. Il caso più famoso fu quello di Milano dove il M5S organizzò manifestazioni, hashtag e sit-in e festival per protestare contro la decisione di abbattere 573 alberi per la realizzazione della linea M4 della Metro. Poi a Roma è stata eletta Virginia Raggi e le cose sono cambiate.

Il silenzio del M5S sugli abbattimenti dei pini di Roma

All’epoca, era il 2015, contro “Pisapippa” era sceso in campo addirittura Gianroberto Casaleggio che aveva invitato i milanesi alla mobilitazione scrivendo che «Si può dire che dopo Attila è arrivata l’Amministrazione Comunale a Milano». Per la cronaca venne poi approvata una variante del progetto che consentì di ridurre gli abbattimenti. Per qualche tempo dopo l’insediamento della giunta Raggi anche a Roma la questione del verde pubblico non è stata affrontata e gli alberi non sono stati toccati. Ma solo perché il Comune aveva sbagliato a fare il bando. Ora la musica è cambiata, e quella che si sente nei viali di Roma è la partitura suonata dalle motoseghe che tagliano i pini domestici.

Ma vi rendete conto ?

Gepostet von Riccardo Ciotti am Freitag, 30. März 2018

I pini domestici vengono abbattuti un po’ dappertutto, tra le proteste di alcuni cittadini ma nel quasi più completo silenzio da parte dei 5 Stelle che curiosamente non sentono la necessità di paragonare la Raggi (o l’assessora all’Ambiente Montanari) ad Attila. Il 30 marzo la Montanari era ospite all’assemblea dell’ordine dei dottori agronomi e forestali della provincia di Roma. Lo stesso giorno nel gruppo Facebook “Arboricoltori italiani” veniva postato il video dell’abbattimento di un pino in via Appia Nuova. La scena è particolarmente interessante perché è la dimostrazione plastica di come si fanno le cose a Roma. Un operaio sega la pianta dalla base che miracolosamente cade al suolo senza fare danni. La circolazione stradale non era stata interrotta, l’albero non era stato “sramato” e solo il caso (e una buona dose di fortuna) ha impedito che qualche pezzo di ramo o qualche pigna una volta caduto a terra non schizzasse via e colpisse qualcuno. Per tacere dell’effetto della caduta di un albero di oltre venti metri sul fondo stradale.

Perché il Comune di Roma abbatte gli alberi?

In un’altra stagione del M5S, magari sotto un’altra amministrazione sicuramente ci sarebbe stato qualcuno a protestare, ad incatenarsi agli alberi o a spiegare che invece che abbattere i pini si possono fare interventi meno invasivi. Che il pino domestico non sia un albero di facile gestione in un contesto urbano è cosa nota. L’apparato radicale estendendosi in orizzontale sotto l’asfalto non consente un buon ancoraggio al suolo della pianta e quindi il vento le fa cadere (ed infatti è successo proprio in via Appia Nuova). Inoltre le radici sollevano il manto stradale creando disagi alla circolazione e aumentando i costi di manutenzione delle già disastratissime strade romane.

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via Facebook.com

Ciononostante i pini romani fanno parte del paesaggio urbano della Capitale e alcuni cittadini si chiedono se sia stato davvero fatto tutto il possibile per salvarli. Se per il M5S di Milano e per Casaleggio abbattere gli alberi per consentire la realizzazione della M4 era un crimine, abbatterli perché la manutenzione e la messa in sicurezza costano troppo (o perché non si sa come farla) allora che cos’è? E soprattutto come mai ai cittadini – in ossequio alla trasparenza – non sono stati spiegati i criteri degli abbattimenti, magari convocando una riunione del quartiere per spiegare che quelle piante erano ormai giunte al termine del loro ciclo vitale.

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via Facebook.com

Il problema è che non è solo su via Appia Nuova che si registrano stragi di alberi. Roma Today raccontava a gennaio del taglio indiscriminato di una quarantina di robinie in via della Villa di Lucina nel quartiere San Paolo. Un intervento che – secondo l’assessora all’Ambiente si era “reso urgente dopo l’evento verificatosi circa due mesi fa, quando uno degli alberi si è improvvisamente spezzato schiantandosi sul recinto del presidio ospedaliero all’angolo di via di Villa Lucina”. Altre sessanta acacie sono state abbattute al Villaggio Breda perché nel 2016 un albero aveva centrato il pulmino di una scuola (fortunatamente senza ferire nessuno). Né alla Garbatella né su via Appia Nuova è però stato programmato un piano di sostituzione delle piante abbattute. O meglio: l’intenzione di farlo c’è, ma non si sa quando. L’intervento della giunta a 5 Stelle quindi è: tardivo (si poteva fare prima ma il bando non c’era), poco trasparente (che fine hanno fatto decisioni partecipate?) e “monco” perché mancano la manutenzione e la ripiantumazione.