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Daniele Diaco e i romani infuriati per la capitozzatura degli alberi

Governare è un’impresa difficile, amministrare una città come Roma – con tutti i guai, i problemi e i disastri – lasciate dalle famigerate precedenti amministrazioni può essere un’impresa impossibile. Soprattutto se durante la campagna elettorale (due anni fa, come passa il tempo) si è promesso proprio l’impossibile e gli elettori ci hanno creduto. Si dirà che in fondo tutti i partiti promettono mari e monti (e anche qualcosa di più) pur di andare al governo. Ma loro – quelli del MoVimento 5 Stelle – sono diversi. A loro interessa cambiare le cose, per il meglio. Succede però che i metodi adottati per il cambiamento siano gli stessi del passato. Ad esempio le capitozzature.

La città sempre più green di Daniele Diaco e gli alberi capitozzati

Ecco quindi che ogni giorno un assessore, un consigliere comunale o un presidente di Municipio del MoVimento 5 Stelle si alza e sa che dovrà postare su Facebook almeno un successo della sfavillante nuova Amministrazione guidata da Virginia Raggi. Ieri è toccato al consigliere capitolino Daniele Diaco immolarsi sull’altare delle critiche a mezzo Facebook dei cittadini infuriati. Scrive Diaco in un post che il M5S sta rendendo Roma “una città sempre più green e decorosa”. A dimostrarlo “gli interventi quotidiani e puntuali realizzati dal Servizio Giardini”.  L’attenzione del Comune sul verde cittadini – conclude il consigliere pentastellato – “resta alta, a tutela dei diritti dei romani a una città pulita e degna di essere vissuta”.

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A corredo del post Diaco carica due foto di Piazzale Dunant che dimostrano che il Comune ha davvero preso a cuore il tema delle alberature. Il problema è che – dopo le polemiche per le decine di alberi caduti nelle scorse settimane – il Servizio Giardini sembra aver voluto adottare una soluzione piuttosto radicale per evitare la caduta dei rami ed “alleggerire” l’albero: la capitozzatura. Si tratta di una tecnica di potatura delle chiome degli alberi che la SIA, la Società Italiana di Arboricoltura, definisce come la più dannosa perché indebolisce gli alberi rendendoli più pericolosi nel tempo.

I romani infuriati per l’ecatombe di alberi

Il Comune di Roma non è certo l’unico comune italiano a ricorrere alla capitozzatura per risolvere rapidamente il problema delle alberature. Roma però è uno dei comuni amministrati dai 5 Stelle, quel partito politico che nel corso degli anni ha sostenuto di sapere come dovevano essere svolti correttamente tutti i lavori pubblici: dall’asfaltatura delle strade alla pulizia delle caditoie passando ovviamente per la cura e la gestione del verde pubblico. Non è certo una novità che le persone che hanno a cuore l’ambiente siano fortemente contrarie alla capitozzatura. Inoltre questa tecnica è stata utilizzata in passato dalle contestatissime precedenti amministrazioni.

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Non sorprende quindi che molti cittadini infuriati si siano riversati sulla pagina del povero consigliere Diaco per rinfacciare il fatto che capitozzare le piante non sia proprio una scelta “green”. C’è chi parla di scempio del patrimonio arboreo (cose che succedono quando si rimanda a lungo un bando) e chi invece va dritto al punto dicendo che il Comune a 5 Stelle sta facendo la stessa cosa che faceva Marino e che il M5S contestava.

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Altri cittadini parlano di tagli ingiustificati e abbattimenti preventivi fatti forse per paura ed evitare la caduta degli alberi e le conseguenti polemiche. Meglio tagliare che imbarcarsi in un delicato lavoro di censimento e alleggerimento delle chiome. I risultati devono essere visibili, possibilmente subito, per mettere a tacere le voci di coloro che dicono che in due anni di governo la Raggi non ha fatto nulla.

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Il taglio dei pini sulla via Appia via Facebook.com

Forse il Comune potrebbe fare di più, in nome della trasparenza, per spiegare la ratio di certi interventi così radicali. Almeno in questo modo i cittadini potrebbero capire se i lavori sono stati fatti bene o meno. Ma la partecipazione evidentemente serve solo quando fa comodo.

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Un altro prima e dopo la potatura dei pini a Roma

Mettere la foto di una capitozzatura non sembra essere stata una buona idea per fare buona pubblicità sulla qualità dell’operato, commenta garbatamente un utente. Altri invece sono decisamente più infuriati, anzi: disgustati.

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C’è chi si lamenta della lentezza dei lavori di potatura, che procedono a singhiozzo e lasciano rami e ramaglie a terra per settimane. Così non va, commenta un cittadino che sembra essere un elettore del MoVimento sull’orlo della delusione (ma che non vuole cedere).

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Ad esempio il Comune avrebbe potuto spiegare, magari con incontri pubblici, che certi alberi (come ad esempio i pini marittimi) sono di delicata gestione e non sono adatti ad una città. Sicuramente ci sarebbe stato chi avrebbe contestato la scelta di abbatterli ma la decisione non sarebbe stata calata dall’alto. Naturalmente però per organizzare cose del genere serve programmazione, una cosa che a Roma manca oggi come è mancata in passato. In perfetta continuità ideale e materiale con le amministrazioni precedenti.