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Il cinepanettone della Lega: Natale a Strasburgo (con presepe)

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Bisogna capirli gli eurodeputati della Lega, pagati qualche migliaio di euro al mese e lontani da casa per intere settimane sentono di perdere il contatto con le proprie radici e le proprie tradizioni. Ed è per questo che oggi l’onorevole leghista Alessandro Panza ha deciso di organizzare un flash mob per portare anche al Parlamento Europeo una delle grandi tradizioni italiane: il presepe. Vi chiederete: ma davvero i leghisti durante la plenaria dell’Europarlamento non hanno niente di meglio da fare? Che domanda inutile.

Parlateci del Presepe!

Lo spirito del Natale aveva pervaso l’onorevole Panza già ieri, quando aveva annunciato urbi et orbi che l’indomani avrebbe portato le tradizioni in Aula. «visto che al Parlamento Europeo parlare di presepe è quasi una bestemmia, oggi ho regalato ai miei colleghi una simbolica immagine di un Presepe. Domani la porterò con me in aula per testimoniare, senza alcuna vergogna, le nostre radici e i nostri valori cristiani!». Vi risulta che l’Unione Europea abbia emanato una direttiva per vietare i presepi? No.

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E se pensate che al Parlamento Europeo i nostri (pagati) rappresentati abbiano di meglio di cui occuparsi che di parlare del presepe allora significa che non avete a cuore la nostra tradizione. Nessuno può impedire alla Lega di parlare di presepe, ed infatti nessuno lo ha impedito: contraddicendo la premessa alla base del flash mob. Semplicemente il Parlamento Europeo è un’istituzione laica e il presepe è un simbolo religioso e come tale non può essere esposto in maniera permanente (esattamente come accade nel nostro Parlamento). Ma questo non ha vietato al Parlamento Europeo di concedere l’Alto Patrocinio al presepe subacqueo del Museo d’arte sul Mare di San Benedetto del Tronto.

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Salvini confonde Strasburgo con Bruxelles, ma lui non è che ci sia mai andato molto al Parlamento Europeo

Ad ogni modo oggi al grido di portiamo in aula le nostre tradizioni i 28 eurodeputati leghisti hanno mostrato le immagini di un presepe davanti alla plenaria del Parlamento UE e in seguito le hanno esibite in Aula. In pratica si sono fatti fare una foto con in mano una stampa a colori della natività (il presepe, quello vero è un’altra cosa). «Anche se simbolicamente, con un’immagine, portiamo in aula queste che sono le nostre radici e le nostre tradizioni. Ne regaleremo una anche al presidente Sassoli»  ha dichiarato l’eurodeputato leghista Alessandro Panza. Qualcuno gli ha  chiesto se davvero fosse necessario difendere il presepe e l’onorevole presepista ha risposto: «è meglio non dimenticare che abbiamo il presepe, che è la nostra tradizione e che rappresenta la famiglia». Chissà se per la Lega è più importante difendere un diorama sacro oppure il Pianeta dal Global Warming.

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Questione di priorità. Come quella di presentare la buffa iniziativa come una difesa delle tradizioni. «La Lega combatte questa Europa che vuole cancellare le nostre tradizioni!» tuona su Facebook la pagina ufficiale del Carroccio. Ma non c’è nessun tentativo di oscurare o cancellare il presepe da parte dei famigerati burocrati europei. A volte però fa comodo inventarsi un nemico invisibile e immaginario contro cui combattere. Chissà, magari nelle segrete stanze di Strasburgo o Bruxelles qualcuno sta già lavorando ad una direttiva europea che stabilisca che i Re Magi vanno equamente distribuiti in base al Regolamento di Dublino tra tutti i presepi europei oppure che la stella cometa non può avere dimensioni inferiori a quelle di una zucchina.

Leghisti before Christmas

Anche l’eurodeputata Susanna Ceccardi ha sventolato orgogliosamente l’immagine della natività (di nuovo: non è un presepe) spiegando che «in un parlamento europeo dove ormai ti fanno soltanto gli “auguri di stagione” dimenticando che le stagioni sono quattro e il Natale uno solo». Una battaglia contro il laicismo e il secolarismo imperante o contro l’inglese? Perché season’s greetings non significa auguri di stagione nel senso “auguri per l’inverno” o “auguri per la primavera”.

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Si tratta di un’espressione tradizionale inglese (mi raccomando le tradizioni sono anche  quelle degli altri) per fare gli auguri nel periodo di Natale durante il quale ci sono anche altre feste religiose come Hanukkah o la festa di Kwanzaa (che è abbastanza popolare in alcuni paesi anglofoni come gli USA). Nessun complotto contro il presepe quindi, semplicemente un insieme di tradizioni. Del resto anche il nostro Natale è frutto della sedimentazione di tradizioni antecedenti al cristianesimo. Alla Lega però dovrebbero spiegarci una cosa: visto che nessuno vieta il presepe e il presepe piace a tutti perché c’è bisogno di ricordare di farlo? Non è che alla fine è solo un pretesto per tenere impegnati i nostri pagatissimi rappresentanti durante il periodo natalizio?

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Guarda caso lo scorso anno i leghisti Oscar Lancini e Mario Borghezio (proprio lui) portarono al Parlamento Europeo una mini riproduzione del presepe di San Gregorio Armeno di Napoli che però arrivò il giorno dopo il grande evento leghista. E venne esposta fugacemente sul banco della caffetteria del Parlamento Europeo perché mancavano le autorizzazioni. Ai leghisti interessano più le occasioni di fare propaganda che la difesa delle tradizioni.

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