Economia

I 182mila laureati costretti a scappare dall'Italia

neXt quotidiano|

pendolari italiani 1

Ieri Ferruccio De Bortoli ha raccontato i dati ISTAT sulle migrazioni ponendo l’accento sulle migliaia di giovani che se ne sono andati dall’Italia negli ultimi anni. Oggi La Stampa riporta i dati che riguardano i laureati:

Nell’ultimo anno sono calati in modo sensibile i migranti che arrivano nel nostro Paese, il 17% in meno rispetto all’anno scorso. In compenso continua la crescita degli expat che lasciano l’Italia alla ricerca di un posto di lavoro. Solo l’anno scorso sono stati 117 mila, con una crescita dell’1,9% rispetto al 2018. Negli ultimi dieci anni gli espatriati sono stati 816 mila, quanto gli abitanti di una grande città. Il rilevamento è stato compiuto dall’Istat analizzando le iscrizioni e soprattutto le cancellazioni dall’anagrafe dei comuni. La radiografia di chi lascia il nostro paese conferma che si tratta di una vera e propria fuga di cervelli. Quasi 3 su 4 hanno un titolo di studio medio superiore se non addirittura la laurea. Nell’ultimo decennio i giovani laureati che hanno abbandonato il nostro Paese sono 182 mila. Significativa anche l’età che tende sempre di più ad abbassarsi.

emigrati italiani gran bretagna
Gli italiani che lasciano l’Italia (La Stampa, 17 dicembre 2019)

L’età media di chi decide di andare a vivere e lavorare all’estero è attorno ai 30 anni. Ma 2 su 3 hanno tra i 20 e i 49 anni. I giovani italiani che vanno all’estero approdano soprattutto in Gran Bretagna. L’anno scorso, quando già si parlava di Brexit, gli espatriati nel Regno Unito sono stati 21 mila. Segno che nemmeno l’inasprimento della burocrazia per i detentori di un passaporto non inglese è stato un deterrente sufficiente. Ma è tutta l’Europa soprattutto centrale ad accogliere i giovani italiani con un alto titolo di studio. In Germania l’anno scorso sono finiti 18 mila nostri connazionali, 14 mila sono andati in Francia, poco meno di 10 mila in Svizzera e 7 mila in Spagna.

Leggi anche: Correntisti, azionisti e obbligazionisti: cosa succede a chi ha i soldi nella Banca Popolare di Bari