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I centomila giovani in fuga dall'Italia

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emigrazione italiana

L’aggiornamento al 2018 delle statistiche sulla mobilità interna e le migrazioni internazionali arriverà oggi grazie all’ISTAT, ma Ferruccio De Bortoli sul Corriere Economia ne commenta già i punti salienti. Nel 2017 le emigrazioni erano state 155mila, di cui 115mila italiani tra cui 30mila laureati. Negli ultimi cinque anni il flusso netto è stato di 244mila persone, di cui il 64% con titolo di studio medio-alto.

L’Istat registra però solo le cancellazioni all’anagrafe (e la Lombardia resta, anche nel 2018, la regione con il maggior numero di uscite ufficiali) e le iscrizioni all’Aire, l’elenco degli italiani all’estero. Molti, invece, se ne vanno senza cancellarsi. «Il caso più clamoroso — spiega Domenico Gabrielli che per anni ha studiato il fenomeno come dirigente e ricercatore Istat — è quello della Germania. In quasi tutti i Paesi europei, con l’eccezione della Francia, per aprire un conto corrente, firmare un contratto di lavoro o prendere in affitto un appartamento è necessaria una qualche forma di registrazione. Per esempio nel RegnoUnito con il National insurance number.

italiani emigranti
L’infografica di Repubblica sui dati Istat 2008-2013 nel Rapporto Aisp (18 marzo 2015)

Il flusso di nostri connazionali verso la Germania è stato in questi anni particolarmente nutrito, accresciuto dopo il voto sulla Brexit. Di conseguenza il rapporto è questo: una cancellazione nostra e tre registrazioni di nostri connazionali da loro. Nel 2018 oltre 20mila esodi ufficiali e quasi 65mila emigrati reali in Germania. Per altri Paesi, il rapporto è di uno a due, due e mezzo».

In Italia ogni anno si iscrivono 300mila persone all’anagrafe: 70mila sono emigrati di ritorno. Si parla spesso dell’immigrazione, quasi mai dell’emigrazione per scelta o per necessità. Eppure la perdita di diplomati e laureati è massiccia, il triplo delle statistiche ufficiali.

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