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Il bluff di Salvini sulla nave Gregoretti

Lo sbarco verrà autorizzato tra oggi e domani. Perché, se a portare in Italia migranti soccorsi nel Mediterraneo sono navi militari italiane, Matteo Salvini, a parole, mostra la faccia buona del «l’Italia non lascia morire nessuno»; nei fatti s’indispettisce e chiude i porti

matteo salvini nave gregoretti

Il ministero dell’Interno aveva rassicurato, dopo la doppia operazione di salvataggio effettuata tra giovedì sera e ieri mattina dagli uomini dell’equipaggio della «Gregoretti», concordando gli interventi di salvataggio con la Guardia Costiera, una conclusione rapida della situazione. E invece il ministro Matteo Salvini ha poi deciso di utilizzare l’imbarcazione della Marina italiana per la sua battaglia politica.

Il bluff di Salvini sulla nave Gregoretti

Il Fatto e La Stampa raccontano oggi il bluff del ministero dell’Interno sulla nave Gregoretti e spiegano anche che tutto finirà presto, senza rischiare un Diciotti-bis. Lo sbarco verrà autorizzato tra oggi e domani.

In realtà, mentre il governo italiano invia a Bruxelles una lettera, con la quale chiede di coordinare le operazioni per ricollocare i naufraghi, a bordo della Gregoretti –per quanto risulta al Fatto – giungevano rassicurazioni sul via libera allo sbarco entro 24, massimo 48 ore. Se così fosse, l’ipotesi di un nuovo fascicolo per sequestro di persona, con Salvini nel ruolo d’indagato, non pare plausibile.

150 migranti morti naufragio - 17

E non soltanto per la diversa tempistica che toccò ai 190 naufraghi della Diciotti, sbarcati a Catania il 20 agosto, quindi ben 4 giorni dopo. Il punto è che il pattugliatore Diciotti stazionò a lungo di fronte a Lampedusa, consentendo alla procura diAgrigento l’apertura di un fascicolo, mentre ieri la Gregoretti s’è fermata al largo giusto il tempo di consentire l’evacuazione di 6 naufraghi in condizioni critiche. Poi s’è diretta verso Catania, dove l’orientamento del procuratore Carmelo Zuccaro è noto: fu lui a firmare la richiesta di archiviazione per Salvini, quando ereditò per competenza il fascicolo sul sequestro di persona, salvo vedersi ribaltare la situazione dal tribunale dei ministri, prima che Salvini venisse salvato in Parlamento con l’appoggio del M5S (niente autorizzazione a procedere).

Il salvataggio e il coordinamento

Anche La Stampa sottolinea che tutto sotto il coordinamento di Roma che avrebbe deciso di intervenire in zona Sar di Malta perchè la Valletta era impegnata in altri soccorsi, in particolare uno con 76 e l’altro con 67 migranti.

Durante la navigazione, la nave della Guardia costiera ha dovuto soccorrere un altro gruppo di 91 migranti che era stato segnalato da pescatori tunisini. Sembrava dunque pacifico che la «Gregoretti» dovesse far rotta verso l’Italia, Lampedusa o le coste della Sicilia, dopo aver ottenuto il «Pos». Ma così non è stato. Il ministro Salvini ha chiamato in causa l’Ue e qualche ora dopo un portavoce della Commissione ha fatto sapere che la richiesta di redistribuzione avanzata dall’Italia era arrivata e che, «come ha già fatto in molti casi simili in passato, ora prenderà contatti con gli Stati membri in tal senso».

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E Alessandra Ziniti su Repubblica chiude il cerchio:

Diserta i vertici europei, irride i leader che lavorano a quel meccanismo di redistribuzione automatico che è l’unica strada possibile per evitare che ogni soccorso si trasformi in un braccio di ferro. Ma poi è all’Europa che chiede aiuto, invocando la stessa «soluzione condivisa» proposta da quel Macron che anche ieri ha sbeffeggiato paragonandolo a Napoleone. E blocca le navi. Pazienza se non sono di Ong. Perché, se a portare in Italia migranti soccorsi nel Mediterraneo sono navi militari italiane, Matteo Salvini, a parole, mostra la faccia buona del «l’Italia non lascia morire nessuno»; nei fatti s’indispettisce e chiude i porti.

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