Opinioni

Grande Fratello o Nuova Età dell’Oro?

È indubbio che siamo di fronte a cambiamenti epocali della società umana. La globalizzazione e la facilità di viaggiare determinano migrazioni epocali che fanno impallidire (per vastità ed intensità) le grandi migrazioni del passato. Nella storia, quando, per grandi migrazioni, si sono incontrate\scontate culture, si sono succeduti sia periodi di grande splendore che periodi di grande buio (intellettuale, scientifico, economico e morale). Per capire quale sarà il futuro prossimo e venturo, se un lungo MedioEvo o una Nuova Età dell’Oro, sarà importante capire quali delle civiltà e religioni attualmente presenti sul globo terracqueo sopravviveranno e in che modo.

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Sono abbastanza convinto che devono essere religioni/civiltà forti basati su valori forti capaci di dare conforto all’Uomo sbattuto nei marosi di una società troppo liquida e priva di certezze. Per questo sono convinto che sopravviveranno religioni come l’Islam, come il Giudaismo, come il Cristianesimo sia Ortodosso (dalla grande spiritualità) che protestante (che ha assorbito in sé, nel bene e nel male, la cultura Europea: la rivoluzione scientifica, la rivoluzione industriale, il Darwinismo, l’Illuminismo). Sono invece molto scettico sulla sopravvivenza del Cattolicesimo, ormai ridotto a una filosofia new age ecologista-buonista senza valori forti da trasmettere ai fedeli. Ormai nel messaggio del Papa non si riesce più (almeno non ci riesco io) a sentire Dio. Gesù è (forse) un grande uomo/filosofo ma non è più Figlio di Dio e quindi non può trasmettere alcun messaggio di salvezza. Il messaggio che viene dalla Chiesa Cattolica può essere adatto ai non credenti, ma non è per nulla soddisfacente per chi vuol credere. Se il Cattolicesimo non esce da questa contraddizione intrinseca, difficilmente sopravviverà a religioni forse meno sofisticate ma ancora capaci di dare risposte alle domande ultime, quelle disperatamente cercate dall’Umanità fino dalla notte dei tempi. Per cercare d’immaginare il mondo che verrà, non dobbiamo trascurare l’impatto della rivoluzione tecnologica. È quella che ha reso possibile la grande globalizzazione ed è quella che ha le potenzialità per originare una nuova età dell’oro. La tecnologia può essere contemporaneamente un incubo e la risposta ai nostri problemi, Da sempre l’uomo si è trovato di fronte a un bivio: una società basata su polis (come nell’antica Grecia, come le città stato rinascimentali italiane) o basata su grandi imperi. La città della polis è sicuramente più a misura d’uomo, capace di coinvolgere tutta la popolazione (prendendo il meglio da ciascun individuo), capace di dare i contributi maggiori all’Umanità nonostante l’esiguità della popolazione coinvolta. Basta pensare alle polis greche, al contributo di Atene, alla filosofia, alla nascita della Matematica e basta pensare ai Comuni Italiani, al Rinascimento, a Firenze con l’arte e alla nascita della scienza. .Ma queste realtà erano troppo piccole per non essere schiacciate dagli imperi. Le Polis greche hanno miracolosamente resistito all’Impero Persiano ma sono state poi assorbite dall’Impero Romano. I comuni Italiani hanno resistito un po’ sia al Barbarrossa che al Papa ma alla fine sono stati schiacciati dalla Spagna e dalla Francia. I Grandi Imperi sono strutturalmente più potenti delle polis ma pagano questa maggiore potenza in lontananza dal cittadino, in una burocrazia soffocante, in una minore capacità di trarre il “meglio” da ciascun membro della società.

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Lo sviluppo tecnologico ha creato, con la globalizzazione, un sovrastato terracqueo. Alcuni aspetti sono disumani: la difesa della privacy e del dato personale, portato alle estreme conseguenze, è devastante. Quando si crea una comunità di amici, si deve sapere tutto ( o quasi tutto) degli altri. Altrimenti non si può uscire da sterili (e noiosi) discorsi politically correct. Altrettanto devastante è la capacità tecnologica di poter utilizzare i dati anonimi. Ridotti a numeri, diamo spunto alle grandi multinazionali, ai partiti politici, di impostare una campagna pubblicitaria (politica, religiosa, di vendita di un prodotto) che vada bene al proprio target di riferimento. Siamo nella società degli influencer, della politica ridotta a slogan, della religione ridotta a messaggi tipo baci Perugina. Credo che neanche Hitler, nei suoi campi di concentramento, avesse così tanto spersonalizzato l’individuo umano come nella società attuale dove tutti, proprio tutti sono anonimi consumatori. I nostri dati, in possesso delle multinazionali, ci rendono tutti vittime di tanti Grandi Fratelli. Senza alcuna protezione anche perché il nemico è nascosto, non palese. Contro Hitler si poteva combattere, contro la manipolazione fatta dalle Multinazionali molto più difficilmente perché non così palese. Ma la tecnologia ha in sé gli antidoti per una società più a misura d’uomo. Internet dà origine a comunità virtuali. Certo molto diverse dalle comunità di cittadini che discutevano nell’agorà ma non per questo peggiori. Le smart cities e la domotica possono rendere sia la città che la singola abitazione a misura di chi ci abita, modellata sull’utente. Alexa ( o chi per lei) rende la casa più vicina a chi l’abita. Più personalizzata. Sarà facilitata la politica del km zero. La tecnologia dei registri distribuiti (le blockchain) potrebbero rendere la burocrazia molto più snella e meno invasiva. Permetterà di monitorare la provenienza dei prodotti, difenderà le eccellenze e l’artigianato locale. La gestione dei grandi dati potrà aiutare a rendere la società più sicura e più efficiente. Insomma siamo di fronte a un bivio: andremo verso una società distopica come quella descritta in molti film di fantascienza o verso le ineluttabili sorti gloriose e progressive? Secondo me tutto dipenderà da quanto l’Umanità sarà disposta a difendere i valori fondanti. E per questo sarà importante il contributo delle Religioni, ovviamente di quelle che si basano su valori forti. Purtroppo la scelta più facile per il singolo individuo è la società del Grande Fratello. Più o meno efficiente, più o meno sicura, certo un po’ invadente e spersonalizzante, ma è quella che richiede meno fatica. E’ molto facile fare i buonisti, molto meno agire concretamente per il bene. Per andare verso una nuova età dell’oro occorrono persone disposte a fare fatti, non sterili discorsi. La forza che può far decidere al singolo di agire, di mettersi in gioco per il bene comune è la forza basata sulla Religione, sui Grandi Ideali, sull’Etica. Per questa ragione sono ottimista per gli USA, la Cina, la Russia, Israele, i Paesi Arabi e sono invece rassegnato alla decadenza e alla scomparsa dei valori Europei ed Occidentali. La crisi e l’agonia del Cattolicesimo non sono tanto la causa della decadenza della nostra società occidentale quanto la spia di un modello socio-culturale ormai arrivato al capolinea.

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Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri è professore di matematica all’Università degli Studi di Firenze Oltre ad essere un professore universitario di Matematica che vede con sgomento l'università italiana andare sempre più alla deriva, sono anche un valutatore di progetti scientifici ed industriali (sia a livello italiano che europeo). Vedere nuove idee, vedere imprese che nascono, vedere giovani imprenditori che per realizzare le proprie idee combattono fatiche di Sisifo contro il sistema paleo-burocratico e sclerotizzato, è un' esperienza tipo Blade Runner: " Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser".