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Governo, la maggioranza a rischio in Senato

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Altri due senatori fuori dal MoVimento 5 Stelle e la maggioranza M5S-PD-IV-LEU diventa ufficialmente a rischio in Senato. Il pugliese Lello Ciampolillo, che doveva già essere cacciato per non aver votato la fiducia al governo Conte, verrà messo alla porta perché non ha intenzione di effettuare le restituzioni. E intanto un altro fa le valigie: Luigi Di Marzio, dirigente medico molisano — uno dei prescelti dal capo politico per gli uninominali — già propenso a lasciare un mese fa, poi fermato con la valigia in mano, tra i firmatari del referendum per abrogare il taglio dei parlamentari: è ormai deciso, andrà nel gruppo misto. E in bilico c’è anche Michele Mario Giarrusso. Racconta oggi Annalisa Cuzzocrea su Repubblica:

Luigi Di Maio e i suoi mostrano indifferenza: continuerà a votare per il governo. Ma è un fatto che il gruppo si assottigli, che le mire della Lega siano manifeste e che ogni mossa — anche le riunioni dei dissidenti guidati da Emanuele Dessì, per quanto poco affollate — abbiano ormai un effetto destabilizzante: sui numeri della maggioranza a Palazzo Madama e sulla tenuta del Movimento nel Paese. Il passaggio della senatrice Marinella Pacifico alla Lega di Matteo Salvini, è smentito dalla stessa interessata. Che a Repubblica dice: «È una baggianata. Non ci ho mai pensato».

Fatto sta che ieri lo davano per probabile i suoi stessi colleghi, per dire di quanto il gruppo sia affiatato. Da quando l’ex capogruppo Stefano Patuanelli è diventato ministro è scattato una sorta di “rompete le righe” che nessuno è stato finora in grado di arginare. Ci prova lo stesso capo politico, ma è meno semplice di un tempo. Perché i gruppi M5S sono davvero divisi su molti fronti. Lo è l’intero Movimento. Sull’immigrazione, ad esempio, sono in molti a confermare quel che il capogruppo pd Graziano Delrio ha detto a Repubblica: cresce il fronte dei 5 stelle che vorrebbe cambiare per intero i decreti sicurezza di Matteo Salvini, non limitarsi ad aggiustarli seguendo i rilievi del presidente della Repubblica come ha ripetuto in questi giorni Di Maio.

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Laura Ferrara è l’europarlamentare che ha seguito il dossier immigrazione e che ha cura to il programma M5S sul tema: «Bisogna rivedere profondamente quei decreti, non possiamo più attendere — dice oggi — ho sempre sostenuto che il modo migliore per garantire inclusione sociale, dignità e sicurezza è attuare un’accoglienza diffusa in piccoli centri, peraltro più facilmente controllabili». E ancora: «Serve potenziare la rete degli Sprar per garantire una migliore gestione dell’accoglienza e potenziare anche le vie legali di accesso all’Ue. È assurdo che oggi l’Europa non offra gli strumenti per esercitare il diritto d’asilo, che pure riconosce».

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