Opinioni

Ostia: Giuliana Di Pillo (M5S) e la bufala su De Luca e Mafia Capitale

«Caro De Luca, eccolo qua: il tuo nome è contenuto nella relazione d’accesso su Mafia Capitale, facevi parte del capitale di Buzzi». Con questa dichiarazione ieri Giuliana Di Pillo ha fatto scoppiare la bagarre in studio a Canale 10, sede del primo confronto tra i candidati del X municipio. Le frasi della Di Pillo sono state riportate oggi dalla cronaca di Roma del Messaggero. De Luca ha risposto minacciando querele: «Ma come ti permetti? Io ti querelo!». Tensione in studio,e via con la pubblicità chiamata per cercare di placare gli animi (la puntata, registrata, sarà trasmessa domani). Ma di cosa sta parlando la Di Pillo? La candidata del MoVimento 5 Stelle a Ostia ha citato la “Relazione sugli esiti dell’accesso presso Roma Capitale” del Prefetto di Roma resa pubblica il 5 novembre 2015 e che è possibile leggere a questo link. È chiaro a tutti quindi che non stiamo parlando di una sentenza. La Di Pillo, in particolare, cita la sezione G del documento, ovvero quella chiamata “Il capitale istituzionale di Roma Capitale”, divisa in due paragrafi riguardanti il capitale politico e il capitale amministrativo. Ora, attenzione: il nome di Athos De Luca compare in una tabella:
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Questa tabella comincia a pagina 665 e a pagina 668 compare il nome di De Luca. Ma a cosa si riferisce questa tabella? Lo spiega il prefetto a pagina 665: “nel seguente prospetto riepiloghiamo i nomi degli amministratori presenti sia nell’amministrazione Alemanno che in quella Marino, come membro della Giunta dell’assemblea capitolina”. Ovvero, è un elenco di persone che si trovavano in Comune nelle ultime due consiliature: tra questi nomi troviamo indagati, rinviati a giudizio e condannati per Mafia Capitale ma anche nomi che nulla c’entrano con il sistema di Buzzi e Carminati come ad esempio Alessandro Onorato.
athos de luca
E se qualcuno è ancora in dubbio sulla questione, dia un’occhiata al terzo nome che compare nella tabella a pagina 669, ovvero nella pagina successiva a quella dove viene citato De Luca:
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Esatto, proprio quello di Virginia Raggi oggi sindaca di Roma con il M5S, lo stesso partito della Di Pillo. Quella citazione è tra l’altro frutto di un errore, visto che la Raggi non era consigliera comunale durante il mandato di Alemanno. I più dotati di memoria tra di voi si saranno già ricordati di questa storia: è quella che raccontammo come “La bufala di Virginia Raggi citata nella relazione di Mafia Capitale” il 22 gennaio scorso. Nell’occasione pubblicammo la lettera del prefetto Gabrielli all’onorevole Roberta Lombardi datata 20 gennaio 2016.
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Nella lettera Gabrielli affermava che il nome di Virginia Raggi viene riportato, ma l’inserimento del nominativo è errato anche perché la Raggi è stata eletta nel 2013 e l’elenco si riferiva a chi aveva cariche dopo le consultazioni elettorali del 2008. Tanto è vero che nello spazio circostante non viene riportata nessuna indicazione nella casella corrispondente alla Raggi, a differenza di molti altri nominativi presenti nella tabella. Il prefetto precisava che la Raggi non veniva citata nei passaggi del testo, proprio perché estranea alle vicende che hanno formato oggetto dell’inchiesta giudiziaria Mondo di Mezzo. Anche Athos De Luca non viene citato nel paragrafo sul capitale politico di Buzzi. La Di Pillo è cascata nella bufala che aveva a suo tempo danneggiato Virginia Raggi.
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Athos De Luca ha annunciato intanto querela nei confronti di Giuliana Di Pillo. “Ho dato mandato allo studio Di Noto del foro di Roma di sporgere denuncia per diffamazione aggravata nei confronti della candidata dei 5 Stelle a Presidente del X Municipio Di Pillo in quanto nel corso di una trasmissione televisiva su Canale 10 di Ostia ha diffamato con dolo e per interessi elettorali la mia immagine insinuando dei rapporti con il signor Buzzi sulla scorta di citazioni prive di qualsiasi fondamento”, ha fatto sapere oggi il candidato Presidente al X Municipio.
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“Il tutto per discreditare scientemente in piena campagna elettorale la mia immagine politica nei confronti della opinione pubblica creando un gravissimo danno morale e politico alla mia persona di cui dovrà rispondere penalmente – aggiunge – Non è possibile tollerare questa barbarie nella vita civile e politica nel nostro paese e tantomeno quando messa in atto nei momenti cruciali della democrazia per meschini interessi elettorali”.

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Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano