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Il GIP: imputare Laura Castelli per diffamazione

Laura Castelli verrà giudicata per diffamazione. Un giudice del tribunale di Torino ha ordinato di procedere verso il processo per l’onorevole piemontese e capolista del MoVimento 5 Stelle, indagata per diffamazione. La procura aveva chiesto l’archiviazione del procedimento ma il gip Paola Boemio ha stabilito di formulare un capo di imputazione. La causa si riferisce a un post pubblicato dalla Castelli contro una candidata del Pd alle ultime elezioni amministrative. L’atto rientra in un procedimento del pm Barbara Badellino nato dopo la denuncia di una trentaduenne di origine romena, Lidia Lorena Roscaneanu, che alle ultime elezioni amministrative si era candidata in una circoscrizione di Torino per il Pd. La Castelli aveva pubblicato su Facebook un post con una fotografia che ritraeva la donna insieme a Piero Fassino.

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Il post di Laura Castelli su Lorena Roscaneanu (Foto da: Nuova Società)

Dopo avere spiegato che Lidia lavorava nel bar interno del Palazzo di Giustizia di Torino, il cui appalto era stato affidato dal Comune “con ribasso sospetto” a “un’azienda fallita tre volte”, l’autrice si chiedeva “quali legami” ci fossero tra la ragazza e Fassino. Lidia aveva spiegato che prestava servizio come cassiera (il bar ora è chiuso), che non sapeva nulla di appalti e che l’immagine postata dalla parlamentare era stata tagliata in modo che non comparisse l’altra candidata presente al momento dello scatto. Alle elezioni – disse – non si presentò per il disagio, avvertito anche sul luogo di lavoro, che le procurò la pubblicazione del post.
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Il post è stato cancellato dalla pagina “Cittadina in Parlamento” della Castelli. “Mi ero candidata in una circoscrizione – raccontò all’epoca Roscaneanu a neXt – perché non c’erano altri rappresentanti della comunità romena, che pure è assai numerosa in città. Mio fratello maggiore, in Romania, è molto attivo in un partito di ispirazione socialista e democratica, e io con quelle idee ci sono cresciuta. Ma dopo quel post non ho nemmeno presentato i documenti per entrare in lista. Non ne potevo più. A parte gli insulti sul web, dove mi davano dell”amante di Fassino’ se non peggio, persino i frequentatori del tribunale mi additavano. Ed ero una semplice cassiera”. Lorena sottolinea che fu assunta a dicembre del 2015 e che si iscrisse al Pd solo il 31 marzo successivo. Nella foto apparsa su internet, inoltre, compariva accanto a Fassino da sola, ma dall’immagine era stata tagliata la parte in cui c’era un’altra candidata. Numerosi internauti commentarono il post con volgarità e insulti sessisti e razzisti verso Roscaneanu. Per diciotto di loro la procura ha già chiuso le indagini (un atto che manifesta l’intenzione di procedere con una richiesta di rinvio a giudizio). Secondo la giudice Boemio “la cornice entro cui si muovevano i commentatori era quella voluta e creata dalla Castelli”. Contro la richiesta di archiviazione si era opposto l’avvocato della Roscaneanu, Gianluca Orlando. La parlamentare è assistita dall’avvocato Concetta Cagia. Per ordine del giudice, la procura dovrà formulare l’imputazione entro dieci giorni. “Passo dopo passo la Giustizia sta facendo il suo corso. Non posso che essere felice per la decisione del GIP che ha ripreso e sottolineato quanto affermato da me sin dall’inizio della vicenda”, dice oggi Lidia Roscaneanu. “La signora Castelli ha usato contro di me la macchina del fango del M5S solo per meri fini politici senza curarsi del disagio che mi poteva creare e senza sentire mai la necessità di porgere delle scuse, anche in privato. Adesso attendo con fiducia il processo…”.

L’ordinanza del GIP su Laura Castelli