Opinioni

La querela a Laura Castelli (M5S) per gli insulti a Lorena Roscaneanu

laura castelli lorena roscaneanu

Un procedimento penale per diffamazione è in corso alla procura di Torino per vagliare la condotta di quaranta persone, fra cui la parlamentare Laura Castelli (M5S), dopo la denuncia di una giovane romena che, dopo essersi candidata per il Partito Democratico in una circoscrizione alle ultime amministrative, era stata bersagliata – ha spiegato nella querela – di insulti su Facebook. Castelli aveva pubblicato una foto in cui la donna, Lorena Lidia Roscaneanu, 31 anni, compariva insieme a Piero Fassino: la parlamentare, osservando che lavorava come cassiera nel bar interno del Palazzo di giustizia, il cui appalto era stato affidato “a una azienda fallita tre volte” con un “ribasso sospetto”, si chiedeva “quali legami ci fossero”. Il post fu commentato varie volte da utenti che non risparmiarono ingiurie e allusioni di carattere sessuale. Nuova Società racconta che «sotto quel post il popolo dei social, probabilmente dei filo-grillini, ci ha messo pochi secondi per insultare la ragazza, anche pesantemente: “Sei la badante di Fassino”, “sei l’amante di Fassino” fino a raggiungere espliciti e offensivi riferimenti sessuali. Un vero e proprio linciaggio a cui la giovane ha risposto con una querela indirizzata all’onorevole Laura Castelli e a chi aveva scritto quei commenti». Da quanto si apprende ora il post è stato cancellato dalla pagina “Cittadina in Parlamento” della Castelli, cosa che impedisce alla polizia giudiziaria del pm Barbara Badellino di risalire all’identità dei commentatori. Toccherà all’avvocato di parte civile, Gianluca Orlando, svolgere gli accertamenti.

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Il post di Laura Castelli su Lorena Roscaneanu (Foto da: Nuova Società)

“Mi ero candidata in una circoscrizione – racconta Roscaneanu – perché non c’erano altri rappresentanti della comunità romena, che pure è assai numerosa in città. Mio fratello maggiore, in Romania, è molto attivo in un partito di ispirazione socialista e democratica, e io con quelle idee ci sono cresciuta. Ma dopo quel post non ho nemmeno presentato i documenti per entrare in lista. Non ne potevo più. A parte gli insulti sul web, dove mi davano dell”amante di Fassino’ se non peggio, persino i frequentatori del tribunale mi additavano. Ed ero una semplice cassiera”. Lorena sottolinea che fu assunta a dicembre del 2015 e che si iscrisse al Pd solo il 31 marzo successivo. Nella foto apparsa su internet, inoltre, compariva accanto a Fassino da sola, ma dall’immagine era stata tagliata la parte in cui c’era un’altra candidata. “Il bar ha chiuso da mesi – conclude – e ora sono disoccupata”.