La macchina del funky

Il Giornale e gli stipendi «segreti» dei grillini

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In un articolo a firma di Paolo Bracalini oggi Il Giornale torna sugli stipendi “segreti” dei grillini sostenendo che al netto delle somme versate alle piccole imprese come da statuto «Luigi Di Maio guadagna più di 7000 euro e Alessandro Di Battista 5500. Il Giornale cita uno studio di Lorenzo Andraghetti, ex collaboratore parlamentare del deputato Paolo Bernini ed espulso dal MoVimento 5 Stelle durante l’ennesima faida bolognese pubblicato su Lettera43:

Prendiamo l’esempio di Di Maio, rendiconti pubblici alla mano. «Di Maio riceve entrate sul suo conto corrente per 60 mila 960 euro (stipendio netto), oltre a 99 mila 892,38 euro di rimborsi forfettari. Le uscite documentate sono relative esclusivamente ai bonifici da lui fatti, ovvero i 25mila 122,32 euro all’anno restituiti per scelta politica dal M5s e poi la quota che il deputato usa per pagare gli assistenti, che ammonta a 44mila 280 euro annui.
Entrate meno uscite (60.960 +99.892,38 -25.122,32 -44.280) fanno 91 mila 450 euro all’anno. Cioè 7.620 al mese. Questa è la cifra reale con la quale Di Maio (ma non solo) vive a Roma e che dovrebbe dichiarare quando va in televisione, al posto dei 3mila euro netti gridati ai quattro venti pubblicamente».

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I conti sugli stipendi dei grillini citati dal Giornale (9 marzo 2017)

Per l’altro centravanti dell’attacco M5s, Alessandro Di Battista, a fronte di restituzioni più alte, lo stipendio è più basso di quello del collega, ma comunque più alto dei famosi 3mila euro: ovvero 5.462 euro al mese. Mentre un altro big come Roberto Fico, presidente della commissione di Vigilanza Rai, il calcolo sulle entrate e uscite documentate porta Andraghetti a stimare «al netto di tutto, 6.888 euro al mese».
Sul rimborso forfettario che ricevono i parlamentari, compresi quelli del M5s, per le spese quotidiane, va tenuto conto che «treni, autobus e aerei sono gratis per i deputati», e quindi «chi inserisce nei capitoli di spesa queste voci, ci sta marciando». Così pure dichiara spese telefoniche per centinaia di euro mensili, quando è un gioco da ragazzi trovare offerte tutto compreso da 20 euro mensili: «Chi supera questa cifra è probabile quindi che stia gonfiando le spese».

Sempre Andraghetti ha pubblicato su Facebook questa tabella riepilogativa degli stipendi segreti dei grillini con i dati ricavati dal sito “tirendiconto.it” e i relativi calcoli da lui elaborati:
stipendi segreti dei grillini
Nei giorni scorsi avevamo parlato di Roberto Fico e del sacrificio di prendere tremila euro al mese segnalando che è proprio su quello che spendono i parlamentari pentastellati che la questione della trasparenza si fa più opaca. Qualche tempo fa Roberta Lombardi si è scagliata contro quei parlamentari a Cinque Stelle che pur essendo di Roma si fanno rimborsare le spese per l’alloggio. Ed è un peccato che la Lombardi non abbia fatto i nomi. Ma non ci sono solo i romani: c’è il caso di Marta Grande, che nel 2013 fece notizia per aver rendicontato 12 mila euro per due mesi di affitto, che pur essendo di Civitavecchia (ad un’ora di regionale da Roma) spende 1.800 euro al mese di affitto (più 270 euro di spese per manutenzione e utenze). Mediamente i parlamentari del MoVimento spendono intorno ai 1.500 euro al mese, che anche per una città come Roma sono decisamente alti. C’è chi spende addirittura di più però, Il Dubbio ad esempio ha scoperto che il senatore Morra (che non è di Roma) spende 2.155 di affitto al mese (più le spese per utente etc.) Addirittura la deputata padovana Silvia Benedetti ha speso nel maggio 2016 2.600 euro di affitto mentre c’è chi come Nicola Cappelletti ha dovuto pure “ristrutturare” l’appartamento avendo speso 1.500 euro di affitto e 1.400 euro di spese di manutenzione: un affarone. Non è vero quindi – e lo si può dire guardando proprio il sito Ti Rendiconto – che i Cinque Stelle fanno attività politica prendendo solo “3.000 euro di stipendio” perché – proprio come tutti i parlamentari – hanno le spese pagate. E anche la rendicontazione non procede poi così rapidamente, siamo a marzo 2017 e la maggior parte dei Senatori e Deputati ha rendicontato le spese fino a ottobre 2016, con alcune eccezioni che hanno “già rendicontato” fino a dicembre 2016.
roberto fico reddito parlamentari - 4

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