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Giorgia Meloni e Salvini che non le risponde sulla manifestazione del 2 giugno

Nel centrodestra c’è maretta sulla piazza del 2 giugno. E il Capitano non risponde ai messaggi di Giorgia: nemiciamici come Red & Toby?

giorgia meloni matteo salvini red e toby

Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia rilascia oggi un’intervista a Repubblica in cui fa sapere che non scaricherà la app Immuni ma anche che non ha ancora ricevuto risposte da Matteo Salvini sulla mobilitazione del 2 giugno che il suo partito e la Lega hanno convocato insieme (in spregio delle iniziative del generale Pappalardo!):

Il monitoraggio resta quasi al palo. Ha sentito dei rischi di privacy e sicurezza per la app Immuni? Giorgia Meloni la scaricherà?
«No, non la farò mai. È stata una follia far gestire uno strumento così sensibile sul piano dei dati e della sicurezza di milioni di italiani a una società privata anziché allo Stato. Non vorrei che con la scusa di difendere la nostra salute, in assenza di una legislazione a tutela, la app si trasformasse in un altro strumento per renderci sudditi, una sorta di grande fratello sempre più invasivo».

Il 2 giugno sarete in piazza. Il premier Conte sostiene che è nelle vostre facoltà, a patto che rispettiate le regole di sicurezza.
«Ma come è umano, il presidente Conte, nel concederci di manifestare. Forse dovrebbe rileggersi qualche articolo della Costituzione: non è una concessione. Solo i regimi decidono chi, e per cosa, possa scendere in piazza. Abbiamo scelto di farlo il giorno della Festa della Repubblica per dar voce agli italiani. E lo faremo nel pieno rispetto delle regole: ci sono mille modi per dare comunque voce al dissenso degli italiani. Basta far lavorare un po’ la fantasia. Sarà un giorno di libertà e di orgoglio. Sarebbe bello se tutto il centrodestra partecipasse convinto».

meloni salvini feltri quirinale

Ecco, il centrodestra. Berlusconi non sembra affatto convinto. Lei ha annunciato la mobilitazione e Salvini in pochi minuti ha lanciato sui social la stessa iniziativa per la stessa data. Da tempo, più che concorrenza, è battaglia a destra. Dove arriverete?
«È un periodo in cui tutto viene interpretato come un braccio di ferro nella coalizione. Niente di più sbagliato. Diciamo che siamo tutti molto frizzanti e ognuno ha curato le proprie iniziative».

Ma scusi, con Salvini vi sentite? Vi coordinate?
«Gli ho scritto quando ho letto che anche lui ha pensato a una iniziativa il 2 giugno, perché credo sia giusto organizzarla insieme. Non ha ancora risposto, ma non credo voglia isolarsi. Non avrebbe senso, in questa fase dobbiamo unire, non dividere. Infatti ho chiamato anche Berlusconi».

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