Politica

Gianluca Forcolin: il vice di Zaia ha chiesto il bonus a sua insaputa

In un’intervista al Corriere della Sera oggi spiega che il suo studio di tributaristi ha fatto domanda per il bonus 600 euro Partite IVA ma non li ha mai ricevuti. E sostiene che non ne sapeva nulla, ma sono stati i suoi soci a fare richiesta

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Gianluca Forcolin, vicepresidente della Regione Veneto, in un’intervista al Corriere della Sera oggi spiega che il suo studio di tributaristi ha fatto domanda per il bonus 600 euro Partite IVA ma non li ha mai ricevuti. E sostiene che non ne sapeva nulla, ma sono stati i suoi soci a fare richiesta:

Vicepresidente, cos’è successo?
«Sono socio in uno studio di tributaristi. Quando è esplosa la questione del bonus, in queste ore, ho verificato con la mia socia che, senza che lo sapessi, ha presentato domanda per tutti dove possibile. Avevamo sette dipendenti in cassa integrazione. Il dato di fatto, però, è che io non ho visto un centesimo. Lo sottoscrivo col sangue».

Cioè?
«La domanda non è stata accettata. Non è arrivato mai nulla. La richiesta rispondeva a ogni criterio di legittimità e quei 600 euro, fossero arrivati, sarebbero rimasti nelle casse dello studio».

Ieri Luca Zaia, dipinto come furioso per la storia, aveva detto che chi ha richiesto il bonus non sarebbe stato ricandidato alle elezioni regionali in Veneto.

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Oggi (ieri ndr) si chiudevano le liste per le prossime regionali, la sua candidatura a che punto è?
«Resto a disposizione del partito. Voglio augurarmi che 5 anni di integrità e impegno etico e morale non siano messi a repentaglio da una semplice pratica. Che poi…verifichiamo quanti mariti, mogli e parenti hanno usufruito del bonus bebè, incentivi auto e quant’altro. A quel punto, la questione si allargherebbe…».

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