Opinioni

Gerry Scotti dopo il ricovero e i negazionisti che vanno lasciati “in quella stanzina un’ora”

Gerry Scotti oggi in un’intervista al Corriere racconta il suo ricovero dopo essersi ammalato di COVID-19. Il conduttore ieri aveva annunciato con un post su Instagram il ritorno a casa: “A casa, finalmente. Grazie a tutti voi, al vostro affetto e grazie a tutti i medici, infermieri e collaboratori di Humanitas che ci hanno creduto prima di me. Un abbraccio a chi ha vissuto insieme a me questa esperienza: non vi dimenticherò”. Con queste parole, affidate a un post su Instagram e suggellate da un cuoricino, Gerry Scotti ha annunciato di essere guarito dal Covid. Il conduttore, che il 26 ottobre aveva fatto sapere di essere positivo al virus, dopo un periodo di cure a casa era stato ricoverato in ospedale. Oggi le dimissioni, accolte dagli applausi social di amici e fan.

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Al Corriere racconta di essere stato ricoverato vicino alla terapia intensiva: «I medici mi dicevano di non spaventarmi: non la mettiamo in terapia intensiva ma in una stanza a fianco perché abbiamo bisogno di monitorarla, per sapere se la sua macchina, il suo corpo, ha bisogno di cure particolari. Ero in una stanzina, di là c’era la sliding door della vita di tanpazienti ci strizzavamo l’occhio, dai che ce la fai. Ho appurato — stando lì, due notti e un giorno — che quella era l’ultima porta. Se decidevano di aprire quel varco… Io li vedevo tutti, vedevo 24 persone immobili, intubate, come nei film di fantascienza. Pregavo per loro invece che pregare per me». E lancia un messaggio ai negazionisti del virus:

Cosa dice a chi minimizza la malattia, ai negazionisti?
«Bisogna prenderli e lasciarli in quella stanzina un’ora. Non c’è bisogno di 36 ore come è stato per me. Sicuro che cambiano idea»

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