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Così Di Maio dimostra a tutti di non conoscere l’Unione Europea

commissario ue di maio letta

Siccome oggi Luigi Di Maio non aveva nulla da fare, ha deciso di far sapere a tutta Italia che non sa nemmeno come funziona l’Unione Europea. Come ha notato, tra gli altri, Marianna Aprile su Twitter, oggi Giggetto ha voluto rispondere all’articolo di Repubblica in cui si raccontava di come il governo abbia risposto “No grazie” all’ipotesi di nominare Enrico Letta presidente del Consiglio Europeo.

Così Di Maio dimostra a tutti di non conoscere l’Unione Europea

Di Maio ha risposto su Facebook:

Tutta la mia solidarietà, mai venuta meno, all’ex presidente del Consiglio Enrico Letta (e sapete a cosa mi riferisco…), ma nel ruolo di commissario Ue per l’Italia no, grazie.
Lo preciso perché oggi su qualche giornale viene riportata questa curiosa e bizzarra fantasia.
Quindi è bene mettere subito le cose in chiaro: se dobbiamo mandare qualcuno a rappresentare il nostro Paese, ci mandiamo una persona che l’Italia l’ha sempre difesa, una persona che abbia a cuore le nostre imprese, i diritti dei lavoratori, che abbia a cuore la sanità e gli investimenti.
I vari Letta e con lui Renzi, Monti e Gentiloni possono dormire sonni tranquilli. Nessuno li pensa, nemmeno gli italiani!

commissario ue di maio

Ovviamente invece Claudio Tito aveva parlato della presidenza del Consiglio Europeo, ovvero “colui che presiede e coordina i lavori del Consiglio europeo ed è il principale rappresentante dell’Unione europea nelle sue relazioni esterne”. L’attuale presidente è il polacco Donald Tusk, in carica dal primo dicembre 2014. In più, sulla carica l’Italia non ha alcun potere di veto (quindi in teoria Letta potrebbe essere eletto lo stesso). Ricordava stamattina Repubblica:

Una scelta che in passato altri partner Ue hanno invece compiuto privilegiando il sistema-Paese agli interessi di partito. Non solo. Di fronte all’assenza di un’alternativa, l’Italia ha messo sul tavolo della discussione una controproposta che riguarda la composizione della prossima Commissione.

Ossia la richiesta – motivata dalla circostanza di perdere appunto tutti gli incarichi principali – di garantire al nostro Paese l’importante portafoglio degli Affari economici, quello al momento detenuto dal francese Pierre Moscovici. Ma su questa ipotesi si è già incrinato il castello di supposizioni costruito a Roma. Perché la prima e spiazzante risposta è stata: «Come si può attribuire quella delega a un Paese sotto procedura d’infrazione per debito eccessivo?».

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