Opinioni

Francesca Frenquellucci e la pacata schizofrenia di Vito Crimi e del M5S

L’entrata in giunta a Pesaro è incompatibile con il MoVimento 5 Stelle. Ti consiglio di autosospenderti. Firmato: Vito Crimi. Ieri il sindaco del Partito Democratico di Pesaro Matteo Ricci ha chiamato in giunta Francesca Frenquellucci, ex candidata sindaca del M5S e consigliera comunale. La notizia è stata accolta dai grillini con la solita, pacata schizofrenia: il reggente Crimi ha fatto sapere alla Frenquellucci che nei suoi confronti verrà aperto un procedimento disciplinare. Perché? Perché Frenquellucci ha fatto a Pesaro quello che il MoVimento 5 Stelle ha fatto a Roma: andare al governo con il PD.

Una cacciata che gela il sangue della consigliera, appena terminata la riunione coi militanti: «Ma perché? Io non sto facendo nulla di diverso da quel che fanno a livello nazionale. Resto allibita se mi cacciano fuori. In ogni caso non cambio idea: entro in giunta più convinta di prima. Oggi gli attivisti mi hanno detto tutti brava. Faccio quello che mi chiedono. Dalla giunta potrò proporre atti che realizzino il programma del Movimento». Quanto all’autosospensione, «ci rifletterò», anche se, aggiunge, «diventando assessore io mi dimetto da consigliere 5 Stelle, quindi non vedo dove sia il problema».

francesca frenquellucci

S’infuria pure Ricci, che lavora al laboratorio pesarese da ottobre, collaborando con la sua ex sfidante Frenquellucci per riportare una sede universitaria a Pesaro, culminata pochi giorni fa con l’apertura di un corso di ingegneria. «Ma è surreale. Stiamo governando insieme il Paese. È come se si dicesse che tutti i ministri 5 Stelle si devono autosospendere, visto che governano col Pd» attacca il dem.

Il motivo di cotanta reazione lo spiega oggi Silvia Bignami su Repubblica: il patto pesarese, con Ricci che ha annunciato ieri l’ingresso in giunta di Frenquellucci con delega all’Innovazione, va infatti in rotta di collisione con la decisione già presa da Vito Crimi, Danilo Toninelli e dalla “facilitatrice” 5 Stelle Mirella Emiliozzi di non allearsi «mai» nelle Marche «con chi ha causato il declino della Regione». E così Frenquellucci è stata messa alla porta in nome del centralismo democratico del partito meno ideologico di sempre. Destra e sinistra non esistono, la disciplina di partito sì.

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