Opinioni

Quelli che fotografano il voto (all’estero)

Le elezioni ci saranno il 4 marzo, ma già è partita la fiera della fotografia del voto (che quest’anno si è svolta anche in Sicilia). A fotografare per vantarsi con gli amici su Facebook sono gli elettori temporaneamente all’estero che hanno ricevuto per posta la scheda e che hanno compilato un modello per farne richiesta.

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In questi casi l’Ufficio consolare invia per posta al domicilio un plico contenente il certificato elettorale, le schede elettorali e una busta preaffrancata che reca l’indirizzo del competente Ufficio consolare, oltre alle liste dei candidati della circoscrizione Estero.

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In queste foto si vede anche qualcuno che ha espresso una preferenza (per Nicola Bacciu, candidato nella circoscrizione europea per il MoVimento 5 Stelle). Gli elettori hanno la possibilità di esprimere una preferenza se la circoscrizione elegge un solo deputato o un solo senatore, oppure due se ne eleggono due o più.

fotografa voto estero

Fotografare il voto è un reato? La legge dice di sì, ma nel 2015 il tribunale di Latina ha assolto un 49enne che lo aveva fatto e che era stato indagato e poi imputato per violazioni delle leggi elettorali. Il legale dell’uomo ha sostenuto che si può parlare di voto di scambio soltanto se è provato il beneficio che l’elettore ottiene votando un determinato candidato, non essendo sufficiente la sola foto della scheda, e che per quanto riguarda la violazione della segretezza del voto, emersa dall’immagine presente nel cellulare sequestrato, non ci può essere condanna senza prova che il presidente di seggio abbia avvisato l’elettore che non può fare foto. Il giudice gli ha dato ragione.

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