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La Fondazione Eyu, il PD e la storia dei 150mila euro di Parnasi

Spunta un altro retroscena nella vicenda della fondazione di cui è presidente il tesoriere PD Bonifazi: la ricerca era stata già venduta a un prezzo inferiore

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Valeria Pacelli sul Fatto Quotidiano oggi ricostruisce con dovizia di particolari la ricerca sulla casa che la Fondazione Eyu del tesoriere del Partito Democratico Francesco Bonifazi ha venduto a Luca Parnasi. Una storia per la quale Bonifazi ha promesso una querela al Corriere della Sera ma che continua ad affastellarsi di piccole e grandi curiosità. L’ultima è che quella stessa ricerca, pagata da Parnasi la somma di 150mila euro, era stata già venduta dalla Fondazione Eyu alla Cassa Nazionale del Notariato per una somma di 39mila euro anche se poi ne sono stati pagati poco meno della metà. È la stessa opera intellettuale venduta tre anni dopo alla Pentapigna Immobiliare, riconducibile a Luca Parnasi, che però sborsa 150 mila euro, Iva inclusa, con due bonifici, uno da 100 mila euro del primo marzo e un altro per altri 50 mila del 5 marzo 2018.

MA COME MAI la Cassa che svolge attività previdenziali per la categoria dei Notai decide diaffidarsi allaEyu? “La Cassa Nazionale del Notariato – spiega l’ente contattato dal Fatto –periodicamente richiede a società e fondazioni di prestigio studi statistici sulla società civile e in particolare sul mercato immobiliare. La ricerca era parte di un progetto più ampio che prevedeva la redazione dello studio e la presentazione dello stesso nell’ambito di un convegno da organizzare con la Fondazione. Dal momento che il Convegno non venne più organizzato, l’importo realmente pagato per lo studio è stato di 19.800 euro”.

Per l’ente non è una cifra esorbitante: si tratta, spiegano, di una somma “mediamente richiesta per studi di equivalente complessità”. Tre anni dopo, quella stessa ricerca risorge. Ma con un nome diverso: “Casa: il rapporto degli italiani con il concetto di proprietà”. In questo caso, la Fondazione riesce a guadagnarci un bel po’: Parnasi infatti paga 150 mila euro (Iva compresa) per quelle 50 pagine, con dati neanche troppo aggiornati. “Il dato più recente preso a riferimento della ‘ri cerca’–scrive la Finanza –ri guarda il ‘Tasso di proprietà’ (anno 2014). Le altre tabelle, dimostrazioni/elaborazioni si fermano al 2012”.

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SEMPRE LA RICERCA è stata oggetto di alcune domande poste dai pm a Parnasi durante l’interrogatorio del 27 giugno 2018: “Mi fu offerto questo rapporto sulla casa, è un volume piuttosto corposo – dice l’immobiliarista –. Per onestà intellettuale io non avrei mai comprato questo volumotto sulla casa se non fosse stato legato al rapporto con il Partito democratico”. Il pm Paolo Ielo chiosa: “È un modo per far arrivare soldi al Partito democratico.”E Parnasi: “Esattamente”. Circostanza smentita dalla Fondazione, che ha sempre sostenuto la regolarità dell’operazione.

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