Fatti

L’attacco di Filippo Facci a Greta Beccaglia: “Se quelle sono molestie sessuali io sono Topo Gigio”

Il giornalista di Libero Filippo Facci attacca frontalmente Greta Beccaglia, la giornalista vittima di molestie sessuali dopo Empoli-Fiorentina, e ammette: “Sì, sono sessista”

filippo facci greta beccaglia

Alla lista di chi sminuisce le molestie sessuali a Greta Beccaglia, la giornalista di Toscana tv palpeggiata davanti alle telecamere lo scorso sabato 27 novembre fuori dallo stadio Castellani di Empoli da un tifoso della Fiorentina, si aggiunge anche Filippo Facci, scrittore e giornalista per quindici anni editorialista de Il Giornale e attualmente inviato speciale di Libero. Dopo la presa di posizione di una fetta della curva viola, che in occasione di Fiorentina-Sampdoria ha esposto uno striscione vergognoso contro la giornalista, e la battutina di Vittorio Feltri, che ha definito lo schiaffo come “un gesto giocoso”, Facci su Twitter ha scritto: “Io sono Topo Gigio. E quella nella foto è una vittima di molestie sessuali”, postando un’immagine di Beccaglia.

Filippo Facci contro Greta Beccaglia: “Sì, sono sessista”

Il sito Dagospia riporta inoltre altre dichiarazioni sconsiderate del giornalista: “Sono sessista. Scrivo a titolo personale perché non voglio coinvolgere Libero. Ma sono sessista: faccio prima a metterla così, senza spiegare, senza farmi ricattare da questa pandemia di demenza a cui non voglio prostituire la mia ventura senilità. Il caso della giornalista che ha fatto una tragedia per la pacca sul sedere (cioè: la stiamo facendo noi giornalisti, la tragedia) mi paralizza, va oltre la mia capacità di argomentare, non ce la faccio, e allora dico: sono sessista”. Il paralizzato dalla situazione è quindi lui, e non la vittima umiliata in diretta da una molestia sessuale plateale. “Ammiro Vittorio Feltri e Giuliano Ferrara e Vittorio Sgarbi – prosegue Facci – che ancora riescono a metterci dell’intelligenza pedagogica, a sforzarsi, adeguarsi al nulla del tempo: ma non sono neanche riuscito a leggerli sino in fondo. Sento dire di violenza sessuale, processi, contrizioni, vedo dappertutto la foto della vittima in bikini: che lei, secondo me, dopo ‘sto casino, di pacche sul culo ne vorrebbe una a settimana. Lo dico perché sono sessista”. L’ennesimo vergognoso episodio di victim blaming condito dalla retorica del “le è piaciuto”, che finché non verrà estirpata continuerà a fomentare e far proliferare episodi censurabili come quello di sabato scorso ad Empoli.