Opinioni

Il Fatto Quotidiano, le balle “innocue” e un Peter Gomez piccolo piccolo

Ci risiamo, il Fatto Quotidiano continua ad avere un pessimo rapporto con le evidenze scientifiche. L’otto luglio sul blog della testata è apparso un articolo del giornalista e autore di La7 Ivo Mej (ora capisco perché Diego Fusaro è spesso ospite di Coffe Break) dal titolo “Insomma, sulla luna ci siamo stati o no?”. In sostanza Ivo Mej dopo 50 anni sente il bisogno di mettere la parola fine a un dibattito storico-scientifico che è avvenuto solo nella sua testa: secondo la sua personale opinione l’uomo non è mai stato sulla luna. Vi rimando all’articolo di Giovanni Drogo per altri particolari sui deliri di Ivo Mej e sulle sue risibili pseudo argomentazioni (le solite sciocchezze sulle fasce di Van Allen, sulla tecnologia insufficiente, sugli “errori” nelle foto, ecc. ecc.). Non è la prima volta che il giornale di Travaglio e Gomez (rispettivamente direttore e direttore della versione on line) da spazio o sostiene contenuti palesemente falsi e contrari a ogni evidenza scientifica spacciandoli come legittime opinioni. A tal proposito basterebbe ricordare quanto è stato pubblicato in passato su temi quali i vaccini o Xylella (anche il medico, ora radiato, Roberto Gava aveva il suo bravo spazio nel blog, dove poteva liberamente terrorizzare i genitori suggerendo una relazione tra vaccino MPR e autismo).

La vicenda, a metà tra il tragico e il ridicolo, sarebbe finita lì se Peter Gomez non avesse sentito il bisogno di difendersi dalle critiche di Paolo Attivissimo su Twitter (Paolo Attivissimo è un noto debunker che si è occupato a lungo del complottismo sullo sbarco sulla luna). Bisogna dirlo, nel dibattito Gomez perde completamente la bussola dandomi indirettamente ragione quando in passato mi sono trovato in contrasto con alcuni amici che avevano un’opinione lusinghiera sulla sua persona. Oltre alle risposte su Twitter Peter Gomez ha anche scritto un articolo, pubblicato anch’esso sul blog del Fatto Quotidiano, in cui ribadisce la bontà della sua scelta. Nel tentativo di dare a questo scritto una lunghezza ragionevole non riporterò tutti i virgolettati dei tweet e dell’articolo con cui Gomez ha maldestramente cercato di giustificarsi. Mi limiterò quindi a riassumere alcune argomentazioni del direttore.

1) Innanzitutto Gomez mette le mani aventi e afferma di non condividere l’opinione espressa nell’articolo di Mej, in altre parole lui crede che l’uomo sia stato sulla luna. Grazie al c… ehm, volevo dire grazie a Dio, ma che c’entra? È singolare, inoltre, che quella che veniva definita come una semplice “opinione” viene poi definita “opinione errata”, “tesi strampalata” e, infine, “tesi surreale”. Sembra quasi che con il passare del tempo il direttore si sia reso conto dell’immane sciocchezza che ha permesso di pubblicare. Poco male, almeno ora i lettori del Fatto Quotidiano sanno che il direttore, invece di preoccuparsi di selezionare contributi autorevoli o almeno decenti, si diverte a propinargli “tesi surreali” per aumentare la loro consapevolezza sula realtà. Contenti loro…

2) Gomez sostiene anche che l’opinione di Ivo Mej (che in realtà non è un’opinione ma una falsità che si regge a sua volta su falsità scientifiche oggettive) è innocua, al contrario sarebbe pericoloso negare l’AIDS o l’Olocausto (quindi ammette implicitamente che Mej racconta balle e non esprime un’opinione). Non è vero, non è innocua. Indurre la gente a pensare che qualsiasi tesi sia degna di essere presa in considerazione è irresponsabile e socialmente devastante. Se qualcuno crede che esista un complotto ordito dalla NASA che coinvolge tutti i governi del mondo, centinaia di migliaia di persone tra tecnici, addetti all’informazione, scienziati, politici, divulgatori, operai, astronauti, funzionari e quant’altro, perché poi non dovrebbe trovare plausibile che le case farmaceutiche ci stiano tenendo nascosta una cura miracolosa contro il cancro? O che qualcuno stia pianificando di sterminare l’umanità con i vaccini o le scie chimiche? D’altronde Gomez trovava innocue anche le tesi di Gava, per questo gli offriva uno spazio sul blog del giornale. Ma ammesso e non concesso che le balle di Ivo Mej siano innocue, i lettori del Fatto Quotidiano saranno contenti di sapere che insieme alle “tesi surreali” il loro giornale preferito gli propina anche delle balle innocue?

3) Gomez a un certo punto cerca di lavarsi la coscienza offrendo a Paolo Attivissimo una replica in quanto non è con la censura che si combattono le opinioni. Capito? Immagino che domani il Fatto Quotidiano accetterà un mio articolo in cui sostengo che i bambini sono portati dalle cicogne. Naturalmente dopo domani qualsiasi ginecologo o biologo sarà libero di smentirmi e avrà la mia stessa visibilità. Tutto regolare vero? D’altronde Gomez non censurerebbe mai la mia opinione su come nascono i bambini.

4) Ma veniamo al punto centrale della difesa del direttore, il quale riferendosi al blog che dirige scrive:

“Una piazza di cui siamo orgogliosi perché dimostra che qui pratichiamo davvero la libertà di parola e di opinione. Purtroppo in Italia questo concetto liberale è difficile da comprendere”

Innanzitutto mi preme sottolineare che le balle scientifiche il Fatto Quotidiano non le pubblica solo sul blog ma anche sul giornale vero e proprio, sarò lieto di fornire a Peter Gomez degli esempi se vorrà. Intanto gli consiglio di andarsi a rileggere quanto scritto dal suo collega Marco Travaglio a proposito di Xylella (ma forse era solo una balla innocua anche quella). In secondo luogo sono stanco di vedere pubblicata spazzatura da parte di chi si nasconde dietro il paravento della libertà di opinione o del pluralismo. I giornali (e i loro direttori) dovrebbero finalmente capire che non basta applicarci l’etichetta di opinione per nobilitarla, la spazzatura rimane spazzatura. Ci sono opinioni legittime, opinioni bislacche e balle scientificamente infondate. Sono disposto ad ammettere che la differenza non sia sempre così netta ma fare finta che questa differenza non esista è ipocrita e irresponsabile. Un giornale dovrebbe selezionare contenuti affidabili e contributi autorevoli o almeno decenti. Dovrebbe farsi garante presso il lettore che quello che leggerà è stato vagliato da professionisti e risponde a requisiti minimi di ragionevolezza. Raccogliere a cazzum qualsiasi opinione, tesi o visione scientifica pittoresca, gongolando per il proprio pluralismo, significa lasciare solo il lettore e non fornirgli quell’attività di intermediazione che un giornale dovrebbe dare. Significa ammettere che non c’è più differenza tra digitare due paroline su Google sperando nella buona sorte e spendere dei soldi per usufruire del servizio di professionisti. Credo che Gomez dovrebbe avere più rispetto per i propri lettori, che magari quando si sono abbonati speravano in qualcosa di meglio di “tesi surreali” e balle innocue. Altrimenti tutte le belle parole che amiamo ripeterci come deontologia, serietà, professionalità, responsabilità e senso civico perdono di significato, offuscate da uno sciocco e sterile “no censura”. È vero caro Gomez, neanche le balle vanno censurate, però vanno riportate al pubblico scrivendo che sono balle e spiegando il perché. Ad ogni modo se non ti è chiara la differenza tra un’opinione è una balla scientificamente infondata, sono pronto a spedirti il mio articolo sulle cicogne che portano i bambini, che si basa su un’opinione che non mi pare molto più inverosimile di quella espressa da Ivo Mej.

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Elio Truzzolillo

Elio Truzzolillo, nato il 24/06/1972,laureato in Economia. Segue con passione la politica italiana e il mondo delle fake news.