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Ora Giorgia Meloni dice che votò controvoglia il "decreto Genova" (con la norma sui condoni a Ischia)

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Meloni Pichetto Fratin decreto Genova

Lei non volo voleva votare, fu molto critica e non era d’accordo. Ma, alla fine, lo votò. Dopo le polemiche sulle parole del Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin – che in uno slancio di “entusiasmo” ha proposto la galera per i sindaci che consentono l’abusivismo -, Giorgia Meloni ha deciso di criticare pubblicamente le dichiarazioni e l’atteggiamento dell’esponente del suo governo e prova a giustificare il suo appoggio – e il voto di Fratelli d’Italia – al decreto Genova approvato nel corso dell’esecutivo Conte-1, quello in cui è presente anche la norma per accelerare le pratiche di condono (basate su una legge del 1985) in quel di Ischia.

Meloni rimprovera il Ministro Pichetto Fratin

In un’intervista a Il Corriere della Sera, Giorgia Meloni – come fatto in precedenza anche dal vicepremier Matteo Salvini – ha criticato le parole di Pichetto Fratin. Non una condanna, ma una reprimenda pubblica che ha il sapore del rimprovero senza ulteriori conseguenze:

“Quella del ministro Pichetto è stata un’espressione infelice, ma che voleva probabilmente sottolineare la necessità che le istituzioni siano chiamate a rispondere delle loro responsabilità”.

Critica, ma neanche troppo. E, ovviamente, l’intervista non poteva che andare a toccare un altro aspetto che ha sollevato diverse polemiche fin dalle 24 ore successive alla frana di Casamicciola che, almeno per il momento, ha ucciso 8 persone (mentre si cercano ancora altri 4 dispersi nel fango): quell’articolo 25 del cosiddetto “Decreto Genova”, approvato dal governo Conte-1 (composto da M5S e Lega) e votato in parlamento anche da Fratelli d’Italia, in cui si fa riferimento alla definizione di condono che ha avuto riflessi anche sugli stabili dell’isola di Ischia. E Giorgia Meloni sostiene di esser sempre stata contraria, ma prova a spiegare i motivi del suo voto favorevole:

“Se lei andasse a riprendere la dichiarazione di voto di FdI scoprirebbe che noi fummo molto critici nei confronti del condono su Ischia inserito nel decreto sul ponte Morandi. È agli atti. Così come sono agli atti le critiche a tutte quelle norme che con Genova non c’entravano assolutamente. Votammo in ogni caso il provvedimento perché la priorità era dare risposte a una città che affrontava un’emergenza senza precedenti”.

Dunque, quel voto era necessario. In quel preciso momento serviva una norma per Genova e Fratelli d’Italia, all’epoca dei fatti all’opposizione, decise di sostenere la norma. Obtorto collo.