Attualità

Emanuele Dessì e l’affitto per la casa popolare aumentato

emanuele dessì

Emanuele Dessì, il senatore del MoVimento 5 Stelle che doveva lasciare il Parlamento ma poi ci ha ripensato ed è stato accolto nel gruppo grillino a Palazzo Madama, ieri ha fatto una chiacchierata con i giornalisti in Regione Lazio, dove è andato in scena il primo litigio pubblico del M5S a via della Pisana.

«Che poi tutta questa cerimoniosità del Senato, non era meglio quello romano? Almeno sotto le vesti i senatori avevano i coltelli…». E giù, tutti a ridere intorno a Emanuele Dessì, il senatore dei Castelli che si doveva dimettere appena eletto ma che alla fine è stato condonato e perdonato dal M5S.

Di Maio e gli altri big hanno chiuso gli occhi su quel balletto con il pugile Domenico Spada, sui post dove diceva di menare i romeni e soprattutto sulla casa popolare a 7euro al mese d’affitto in quanto «nullatenente».

paola taverna vicepresidente del senato m5s - 2
Paola Taverna con Emanuele Dessì, il senatore che aveva “rinunciato” all’elezione

La novità oggi è che il famoso affitto della casa popolare è stato aumentato:

Dessì, camicia un po’ sbottonata sul petto e scarpe sportive, non è un parvenu dentro il M5S romano e laziale e si gode dalle tribune la prima seduta. Abbracciatissimo e cercatissimo. «Lele, Lele», gli fa l’amica Roberta Lombardi. «A Roby ho fatto gli auguri questa mattina, le ho offerto la colazione». Ha pagato più di 7 euro? «No, poco meno. Ma ormai – racconta il senatore che tutto è tranne uno sprovveduto- anche quella vicenda è stata superata».

Cioè? «Ho chiesto e ottenuto di poter pagare il massimo del canone, 700 euro al mese, fin da subito in base al lordo del mio stipendio parlamentare. E poi sono 10 anni che ho fatto domanda di acquisto, che si sappia questo». Ma non era nullatenente?

Leggi sull’argomento: Emanuele Dessì: «La rinuncia alla candidatura? Ho firmato ma non ho capito»