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L’indagine della procura militare sulla casa di Elisabetta Trenta

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La Procura militare di Roma ha aperto un fascicolo a modello 45, senza indagati né ipotesi di reato, dopo le notizie di stampa sull’appartamento di servizio assegnato a Elisabetta Trenta quando era ministro della Difesa e che l’esponente grillina ha mantenuto anche al termine del suo incarico dopo la riassegnazione dell’alloggio al marito che è un militare. Al momento, spiegano fonti della Procura Militare, si tratta di un’indagine meramente conoscitiva per compiere i dovuti accertamenti sul caso.

L’indagine della procura militare sulla casa di Elisabetta Trenta

L’ex ministra Trenta ha spiegato in un’intervista al Corriere della Sera che la casa è stata assegnata prima a lei e poi al marito, il maggiore dell’esercito Claudio Passarelli, che era «ufficiale addetto alla segreteria del vice direttore nazionale degli armamenti all’ufficio Affari generali» e questo aveva spinto l’opposizione a sollevare il problema di possibili incompatibilità. Con una nota ufficiale i collaboratori di Elisabetta Trenta avevano dunque comunicato che «la ministra ha chiesto il trasferimento del capitano maggiore Claudio Passarelli per questioni di opportunità all’ufficio Affari generali, retto da un dirigente civile, che sovrintende alle esigenze organizzative e logistiche del funzionamento del segretariato generale». Lo spostamento in realtà non risultava avvenuto secondo il Corriere.

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Fiorenza Sarzanini, che ieri ha raccontato la storia di Elisabetta Trenta che si tiene la casa che ha avuto da ministra anche dopo aver lasciato l’incarico, oggi intervista l’ex responsabile della Difesa del governo Conte One dopo le spiegazioni che lei stessa ha voluto scrivere su Facebook ieri pomeriggio. Nel pezzo Sarzanini segnala che ha parlato con Trenta mentre stava scrivendo il post su Facebook che poi quest’ultima ha pubblicato accusandola di non aver parlato con lei.  Intanto è stato presentato oggi dal Sindacato dei Militari un esposto alla Procura di Roma in relazione alla vicenda dell’alloggio di servizio assegnato al ministro della Difesa Elisabetta Trenta quando era in carica e mantenuto anche dopo le dimissioni del Governo in agosto. Nel documento, firmato dal segretario generale del sindacato Luca Marco Comellini, si chiede alla Procura di “esperire tutti gli accertamenti del caso in ordine alla individuazione di tutte le possibili fattispecie di reato che dovessero essere individuate”.

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