Opinioni

Elena Cattaneo e le minacce a Luciano Fadiga

“Denunciare un nuovo vergognoso atto di intimidazione nei confronti dei nostri ricercatori – in particolare – del professor Luciano Fadiga, neurofisiologo dell’Università di Ferrara, uno degli scopritori dei neuroni specchio, che questa mattina andando in laboratorio si è trovato delle scritte sui muri in cui viene definito ‘assassino’ per via della sua attività di ricerca che, nei suoi studi sulla neuroriabilitazione, implica fasi di sperimentazione animale”. Questo l’intervento di fine seduta di Elena Cattaneo, senatrice a vita e docente di Farmacologia all’Università Statale di Milano, oggi in Aula al Senato.

“Sui muri dell’Università di Ferrara – ha proseguito Cattaneo – sono apparse delle scritte inneggianti al ‘bruciare i laboratori’ nel nome del benessere animale. Quest’azione riecheggia quanto accaduto solo poche settimane fa ad altri ricercatori: Marco Tamietto e Luca Bonini, professori dell’Università di Torino e di Parma, i quali sono stati autorizzati e finanziati per la loro idea e le loro progettualità, lavorano per noi nell’ambito delle regole, della legge, studiano e sperimentano per noi nel contesto di progetti che si prendono cura dell’eticità non solo della sperimentazione in generale ma anche della sperimentazione animale”.

luciano fadiga assassino

“Noi abbiamo la responsabilità politica – ha ribadito la farmacologa – di difendere la ricerca dei nostri studiosi e i diritti dei malati da chi vorrebbe fermare la ricerca e vedere i nostri laboratori bruciare; vogliamo che i nostri studiosi restino in Italia a studiare e ricercare per noi”.

“Come legislatori – ha spiegato – possiamo farlo in concreto, contro ogni retorica, adeguando la nostra legislazione alla direttiva europea in tema di sperimentazione animale (Direttiva 63/2010; NdR), nata dopo un lungo lavoro; intorno a quel tavolo c’erano tutti gli stakeholder, e hanno costruito una direttiva che noi non abbiamo ancora recepito in pieno”.

“Una direttiva – ha concluso Cattaneo – che rispetta l’eticità della ricerca e dei suoi obiettivi, e che fa sì che non un ratto in più, ma nemmeno uno in meno, venga utilizzato nelle ricerche dei nostri studiosi per consegnare al mondo un risultato in più, un avanzamento verso la cura”.

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