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La dieta che salva il pianeta

neXt quotidiano|

la dieta che salva il pianeta

Tra le tante diete a disposizione c’è anche quella che serve a salvare il pianeta. La Stampa pubblica oggi un’infografica in cui illustra quanto decodificato da 37 esperti mondiali provenienti da 16 paesi diversi dopo tre anni di studi: è la dieta che bisogna seguire se si vuole evitare la cifra di 11 milioni di morti per fame che si registrano ogni anno nel mondo ed elevare la qualità di vita di tre miliardi di individui malnutriti.

Incredibile a dirsi, la dieta è quasi identica a quella “povera” in auge in Grecia un secolo fa. Primi provvedimenti: raddoppiare il consumo di frutta e verdura, legumi e noci entro il 2050 e dimezzare nello stesso arco di tempo quello di carni rosse e zuccheri. Questo per la media mondiale.

la dieta che salva il pianeta

Se invece vogliamo fare qualcosa come nazione, ecco come dovremmo comportarci (osservando le stime di consumo medio previste dall’Autorità europea della sicurezza alimentare): diminuire i cereali, aumentare i latticini, ridurre drasticamente carne, pesce, uova e zuccheri, aumentare legumi e noci. Buon appetito.

I principi della “dieta salva pianeta” sono corretti, anche se come fa notare il professor Calabrese, noto nutrizionista, lee quantità forse un po’ troppo eccessive: “Intanto io consiglio di non superare le 1800 chilocalorie al giorno: con le 2.500 suggerite dagli esperti di Eat-Lancet si rischia di prendere 3 kg in un mese”. “Parlo non solo da specialista, ma anche da medico – aggiunge Calabrese – Io visito persone che fanno una vita sedentaria, che usano l’auto e si muovono poco. Persone che lavorano alla scrivania, e che bisogna riabituare al movimento. Con un regime da 2.500 chilocalorie gli esperti del Comitato rischiano di favorire involontariamente l’obesità. Troppi anche 230 g di cereali integrali al giorno: quanta pasta dobbiamo mangiare?

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