Opinioni

E Tridico si alza la paga

Zitto zitto, tomo tomo, anche Pasquale Tridico, d’estate, quando tutti pensavano al mare, al sole e alle discoteche da chiudere o no, si è alzato lo stipendio. Anzi, come spiega Repubblica, è stata Nunzia Catalfo, una cinquestelle doc di quelle che tagliano parlamentari e stipendi, a firmare per l’aumento:

I Cinquestelle glielo avevano promesso. Da quando Pasquale Tridico, “padre” del reddito di cittadinanza, è diventato presidente dell’Inps, non c’è stato giorno che non portasse la sua pena. Dal decreto del capo dello Stato, che il 22 maggio 2019 lo nominò al vertice della Previdenza nazionale, è stato un susseguirsi di guai, inciampi, problemi. Giusto dunque raddoppiargli lo stipendio: in piena estate, nella speranza di passare inosservati. E per di più in forma retroattiva: così da versagli gli arretrati, forse persino a dispetto della legge.

pasquale tridico
Pasquale Tridico

È scritto, nero su bianco, nel decreto interministeriale che la titolare del Lavoro Nunzia Catalfo, vigilante su Inps, ha firmato il 7 agosto di concerto con il collega del Tesoro Gualtieri. Nelle due paginette fitte di premesse e richiami normativi vengono fissati gli emolumenti spettanti al presidente, alla vicepresidente Gnecchi (che però, da pensionata, svolge l’incarico a titolo gratuito) nonché ai tre consiglieri d’amministrazione. Stavolta i grillini non hanno badato a spese: Tridico è schizzato a 150mila euro dai 62mila percepiti in principio di mandato, quando fu costretto a una breve coabitazione con il vicepresidente d’area leghista Adriano Morrone, imposto allora da Salvini. Il 50% in più di quanto guadagnato dal predecessore Tito Boeri, fermo a 103mila.

Gli arretrati da soli rappresenterebbero una cifra che si aggira intorno ai 100mila euro. E proprio per l’una tantum i revisori Inps hanno presentato il 10 settembre  un’istanza di chiarimenti, con richiamo formale

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