Economia

Domenico De Masi, addormentato sulla via di Damasco

domenico de masi

La tradizione biblica narra che Paolo di Tarso, mentre andava da Gerusalemme a Damasco, fu improvvisamente avvolto da una luce e udì la voce del Signore, che gli diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?“: l’episodio viene tramandato con il titolo di “Illuminazione sulla via di Damasco“. La stessa cosa si potrebbe forse dire dell’illustre sociologo Domenico De Masi, che oggi gliele canta forti e chiare al MoVimento 5 Stelle in un’intervista rilasciata al Giornale dopo i 183mila euro incassati dal MoVimento 5 Stelle per spiegargli (e spiegarci) che si andava verso l’era del lavoro gratuito. I maligni potranno pensare che l’intervista è anche frutto del fatto che nei posti di governo non ci sia il suo nome. Ma leggendo l’intervista si nota qualcosa di diverso:

Casaleggio ha dichiarato che nel 2054 il lavoro sparirà.
«Io che studio questi temi, faccio previsioni che si fermano ai prossimi anni.Lui si spinge addirittura al 2054. Mah».

Casaleggio spiega che parte «dall’osservazione di fenomeni già in corso sebbene ancora non su larga scala».
«Prima di parlare bisogna andare sul campo. Io non smetto di andarci. Ho visitato i laboratori Usa. A 23 anni, per fare la mia prima ricerca, ho scelto di farmi impiegare, per un anno, all’interno dell’Italsider come operaio».

Un autentico lavoro da sociologo.
«Per spiegare la fine del lavoro ho scritto 800 pagine. Per conoscere occorre studiare. Casaleggio che basi ha? A quali ricerche si riferisce?».

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Ora, De Masi avrebbe ragione su Casaleggio se non fosse che Davide sta semplicemente sviluppando le sue tesi sul  “lavorare gratis, lavorare tutti (e smettere di sniffare trielina)“, felicemente sintetizzate tempo fa da Mario Seminerio:

Per essere sicuri di non sbagliare, serve che i disoccupati entrino sul mercato del lavoro a costo zero. In quel modo, chi lavora vedrebbe crollare il proprio reddito. Questo in caso si tratti di autonomi. I dipendenti, invece, verrebbero rapidamente sottoposti ad arbitraggio di manodopera da parte dei datori di lavoro, che assumerebbero a costo zero licenziando chi è sopra quel livello. Il costo zero serve per compensare le diseconomie legate a licenziare gente formata in impresa, è chiaro. Alla fine del giro di giostra, col rilancio a costo zero, tutte le imprese si troverebbero in casa lavoratori gratis. Anzi, le prime ad aver licenziato, al termine dell’aggiustamento, potrebbero anche riprendersi i dipendenti originari, per non perdere il loro capitale umano formatosi on the job. Non temete, però: alla base di tutto c’è il reddito di cittadinanza. Non ditemi che non lo avevate capito?

Quindi, l’invito di De Masi ai disoccupati è “guagliò, spaccate il mercato e il culo a quelli che lavorano, fatelo gratis, e vedrete che prima o poi vi pagheranno pure”. Parole e musica di uno dei “più stimati accademici italiani in materia di occupazione”. D’acchito, leggendo tali elaborazioni, a noi verrebbe da pensare che viviamo in un’era di transizione: la chiameremmo “l’Era delle Grandi Stronzate”.

Ecco quindi che il quadro della situazione si fa infinitamente più chiaro. Ma per avere ulteriori certezze bisogna andare alla fine dell’intervista:

Il governo non le piace.
«In un paese sempre più malato, il popolo dovrebbe scegliere i medici più bravi. Lei farebbe mai curare un figlio malato a degli studenti di medicina? In questo governo nessuno ha mai fatto il mestiere che oggi è chiamato a fare. È un governo scuola lavoro. Il governo stage».

Un ministero a lei caro è quello del Lavoro che oggi occupa Di Maio.
«Un caso unico al mondo. Un uomo che a 32 anni è passato da non avere un lavoro ad averne quattro:vicepremier, due ministeri e capo politico. Neppure Churchill e De Gaulle».

Tutto giusto, tutto vero. Anzi, di più: se De Masi becca quello che ha fornito legittimazione accademica al M5S aiutandoli, di fatto, a fare quello che oggi lui critica, gli fa un quasi così!

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