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La disinformazione sul Coronavirus guidata da QANON e dagli amici di Trump

I ricercatori hanno analizzato gli account Twitter che hanno ritwittato argomenti sul coronavirus entro un minuto o entro un secondo l’uno dall’altro, scoprendo che provenivano da account robotizzati. L’analisi ha poi rivelato l’estensione di retweeting coordinati sul coronavirus con un focus politico, da parte di account sia umani che robotizzati

C’è un’attività sistematica di gruppi pro-Trump, di repubblicani e di QAnon, ovvero i sostenitori di una curiosa teoria del complotto che si riconoscono in quella che è la “Alt Right” americana in base alla quale il presidente USA sarebbe vittima di una cospirazione perché starebbe cercando (in segreto) di liberare il mondo da un misterioso e potentissimo circolo di pedofili, dietro le teorie del Coronavirus come arma biologica uscita dal laboratorio di Wuhan. Lo sostiene una ricerca della Queensland University of Technology australiana redatta tra gli altri da Timothy Graham, docente di media digitali e comunicazione.

La disinformazione sul Coronavirus guidata da QANON e dagli amici di Trump

Alla fine di marzo, racconta il Guardian, la storia della Cina che avrebbe fatto girare il Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19 nel mondo è diventata di dominio pubblico grazie agli articoli dei media vicini a The Donald, e per questo il team di ricerca ha esaminato nell’arco di 10 giorni 2,6 milioni di tweet e 25,5 milioni di retweet che usavano hashtag correlati. Applicando metodi di rilevamento basati sull’astroturfing, una tecnica di marketing volta a creare a tavolino un consenso fintamente proveniente dal basso, i ricercatori hanno analizzato gli account Twitter che hanno ritwittato argomenti sul coronavirus entro un minuto o entro un secondo l’uno dall’altro, scoprendo che provenivano da account robotizzati. L’analisi ha poi rivelato l’estensione di retweeting coordinati sul coronavirus con un focus politico, da parte di account sia umani che robotizzati. Lo studio si è particolarmente concentrato sui tweet che sostengono la tesi secondo cui il governo cinese avrebbe fabbricato il virus come “arma biologica”, tra i più frequenti. Su 30 sospetti cluster simili a troll analizzati manualmente, 28 sono stati identificati come account pro Trump, Make America Great Again (MAGA) o QAnon, i teorici di un ‘Deep State’ che cospirerebbe contro il presidente degli Stati Uniti.

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I ricercatori hanno così scoperto 5.752 account che hanno ritwittato materiale correlato al Coronavirus in modo coordinato 6.559 volte e identificato dieci reti o cluster che spingevano l’argomento nelle agende politiche trovando le tracce di uno sforzo coordinato promuovere la teoria della cospirazione secondo cui Covid-19 era un’arma biologica progettata dalla Cina. I ricercatori hanno identificato anche una rete di co-retweet di 2.903 account con 4.125 collegamenti tra loro. All’interno di questa rete 28 a 30 gruppi di account che si sono identificati come pro-Trump, repubblicani o associati alla teoria della cospirazione pro-Trump QAnon.

Le teorie del complotto sul Coronavirus e l’estrema destra americana

Un totale di 882 tweet di partenza è stato quindi ritwittato 18498 volte raggiungendo cinque milioni di visualizzazioni su Twitter. “Sia che i comportamenti coordinati non autentici che abbiamo osservato per la cospirazione delle armi biologiche siano orchestrati dal nocciolo duro dei partecipanti in questi gruppi stessi, o sia che siano progettati da operatori esterni per indirizzare e sfruttare le visioni del mondo di tali gruppi, l’effetto netto è spesso lo stesso: i temi e gli argomenti promossi da un’attività non autentica coordinata sono ripresi dalla più ampia comunità marginale e quindi acquisiscono amplificazione e autenticità “, hanno detto i ricercatori nel report finale .

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In Australia, ad esempio, gli effetti di questo circolo vizioso vengono ora osservati nel forte aumento delle preoccupazioni sulla tecnologia 5G , generata almeno in parte a causa della diffusione delle teorie cospirative sui collegamenti tra COVID-19 e 5G. Gli autori del report hanno anche notato che mentre la ricerca si era concentrata su Twitter, un’attività simile era stata osservata anche su Facebook, che nel frattempo è intervenuto su alcune affermazioni come il collegamento tra Coronavirus e 5G e ha cominciato a censurarle.

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Non solo: nella ricerca si parla anche dell’attività di alcuni influencer come Woody Harrelson e il rapper Wiz Khalifa come super-spreaders delle false notizie. I dati della ricerca hanno rivelato che un picco nelle condivisioni di quel tipo di contenuto si è verificato dopo che l’attore americano Woody Harrelson ha approvato la teoria e il rapper americano Wiz Khalifa ne ha parlato in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook, seguita da 40 milioni di persone. I picchi si sono verificati anche quando il tabloid britannico il Daily Express ha scritto un articolo a riguardo, quando l’avvertimento di un pastore nigeriano sulla teoria è diventato virale e quando un pugile britannico ha pubblicato un video simile in un gruppo sportivo con quasi 26 milioni di membri.

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