Opinioni

La differenza fra stare in Italia e in Finlandia? La si intuisce sorseggiando un espresso

In Finlandia per lavoro. Mi ci son trovato bene. Qui si vive bene come del resto mi confermano tutti gli Italiani che ho incontrato ad Helsinki. Ma perché questa idea così positiva sulla Finlandia? Da dove scaturisce? Sicuramente la vita qui è molto ben organizzata. L’Università funziona molto bene. Le distese di neve su cui riflette il debole sole hanno il loro fascino. Helsinki è piena di interessanti costruzioni moderne. Il grande architetto Aalto ha abbellito con i suoi edifici la città. Ma ci sono anche tante altre controindicazioni: il clima è estremo, il paesaggio non troppo vario, la cucina risente di una agricoltura povera, qui tutto è recente, manca la storia plurimillenaria come l’abbiamo in Italia. Allora da dove viene in fascino di questa terra per noi Italiani? Racconto un episodio che mi è capitato che forse riesce a spiegare l’evidente feeling che si stabilisce fra Italiani e terra Finnica. Nel mio albergo era disponibile solo il caffè americano. Per carburare io ho la necessità di un espresso. Quindi la mattina andavo a prenderlo in un bar vicino all’Università. L’altro ieri me lo hanno fatto pagare 40 centesimi più del dovuto. Quando se ne sono accorti, mi hanno detto che era troppo complicato restituirmi i 40 centesimi e quindi avevo diritto ad un espresso gratis. Siccome non mi avevano dato alcun coupon che mi sancisse questo diritto, ho chiesto al barista se l’indomani ci sarebbe stato ancora lui. Il barista mi ha guardato stupefatto e mi ha detto che dovevo solo dirlo al barista che sarebbe stato in servizio l’indomani. Così ho fatto e ho avuto il mio free espresso… Ecco la Finlandia dà fiducia e credito a chi vive lì. Supporre che la gente sia onesta rende la vita molto più facile da vivere… Ed è proprio questo atteggiamento ad affascinare noi Italiani, oppressi da inutili e gravosi controlli preventivi anti-furbi (dall’Anac al codice degli appalti).

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I Finnici inoltre sono molto ospitali ed accoglienti. Un paio di giorni fa era il capodanno cinese: ha avuto inizio l’anno del maiale e la comunità cinese di Helsinki lo ha celebrato con balli e canti. Si vedeva subito che è una comunità ben integrata. D’altra parte, per poter far funzionare , una società basata sul dare la fiducia agli altri, deve richiedere il ferreo rispetto delle leggi e la loro accettazione da parte di tutte le comunità che vivono sul territorio. Come naturale conseguenza di questa weltenschaung, i Finnici (sia quelli di destra ma anche quelli di sinistra) sono molto meravigliati che noi permettiamo agli immigrati clandestini di sbarcare in Italia. Come è possibile che si permetta di violare la legge? È molto strano che le idee salviniane sugli sbarchi siano condivise da tutta questa popolazione scandinava sulla base del principio che non si può derogare in nessun caso dal rispetto delle Leggi… Altre due cose mi hanno fatto riflettere mentre visitavo la città. La prima cosa riguarda la religiosità di questo popolo che in apparenza è molto secolarizzato. Al centro della città c’è una cappella di legno. Non è presente nessun simbolo religioso, ma è chiaramente un luogo atto a pregare/meditare Mi ha rammentato un episodio degli Atti degli Apostoli, quando San Paolo in Grecia trova la statua raffigurante il Dio Sconosciuto. Esattamente come era capitato nel primo secolo dopo Cristo, le religioni tradizionali non soddisfano più la necessità di sacro di questa popolazione. E per questo sentono forte il bisogno di pregare un Dio sconosciuto nella speranza che si manifesti….La seconda cosa riguarda la solitudine scandinava. Ho visitato la nuova biblioteca costruita per festeggiare i 100 anni di vita dello Stato Finnico. Questa biblioteca non ha tanto (o solo) lo scopo di leggere libri quanto quello di far socializzare, di essere un meeting point. A differenza del chiassoso popolo Italiano, il Finnico è riservato, fin troppo riservato. Ha quindi bisogno di un posto dove incontrare suoi simili…. Esattamente il contrario d quello che succede nel BelPaese. In Italia invece siamo sommersi e affaticati dall’eccessivo contatto umano. Avremmo bisogno più di “isolation points” piuttosto che di meeting points…

foto copertina via instagram

Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri è professore di matematica all’Università degli Studi di Firenze Oltre ad essere un professore universitario di Matematica che vede con sgomento l'università italiana andare sempre più alla deriva, sono anche un valutatore di progetti scientifici ed industriali (sia a livello italiano che europeo). Vedere nuove idee, vedere imprese che nascono, vedere giovani imprenditori che per realizzare le proprie idee combattono fatiche di Sisifo contro il sistema paleo-burocratico e sclerotizzato, è un' esperienza tipo Blade Runner: " Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser".