Economia

Di Maio abbassa le tariffe INAIL tagliando i fondi per la prevenzione degli infortuni

Il ministro del Lavoro racconta che per la prima volta in Italia il lavoro costa meno. Ma dimentica di dire chi paga il prezzo dello sconto: i lavoratori

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«Buongiorno a tutti, ma soprattutto alle aziende e agli imprenditori italiani. Da oggi entrano in vigore le nuove tariffe INAIL, più basse del 30%. Per la prima volta dare lavoro in Italia costerà meno! Meno grida, più azioni concrete!». Così due giorni fa su Twitter il bisministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio annunciava le nuove misure per abbassare il costo del lavoro e consentire – in teoria – alle aziende di assumere con più facilità. Ma a che prezzo?

Si risparmia sulla sicurezza sul lavoro

La finanziaria 2019, denominata Manovra del Popolo, è poco amica della sicurezza sul lavoro. Il 27 marzo la Corte di Cassazione ha certificato che «la legge finanziaria del 2019», nel cambiare i criteri di calcolo di quanto dovuto alle vittime, produce «inevitabili ripercussioni sulla integralità del risarcimento del danno alla persona, principio costantemente ribadito dalla giurisprudenza di legittimità». In pratica la legge di bilancio così faticosamente approvata dal governo Conte taglierà i risarcimenti dovuti alle vittime degli infortuni sul lavoro.

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E non finisce qui, perché per abbassare in  maniera consistente le tariffe INAIL per consentire alle imprese di pagare premi più bassi il governo ha deciso di dare un taglio alle risorse per la sicurezza sul lavoro. Si tratta di un taglio complessivo da 410 milioni di euro, spalmato nel triennio 2019-2021, delle risorse che avrebbero dovute essere destinati ai piani di investimento per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel dettaglio – spiega il Sole 24 Ore – il governo Conte ha deciso di operare un taglio di 150 milioni di euro per il 2019. Una riduzione della dotazione dei fondi per la prevenzione, ovvero soldi dovevano essere spesi per la formazione del personale e la prevenzione degli incidenti nei luoghi di lavoro.

Un Paese che non investe in sicurezza

Quella delle cosiddette morti bianche è una piaga che continua ad affliggere il nostro paese. Secondo gli ultimi dati nel 2018 c’è stato un aumento degli infortuni pari al 10% rispetto al 2017, anno in cui sono stati denunciati all’Inail 1.536 infortuni al giorno di cui 3 mortali. Proprio ieri quattro operai sono morti a causa di incidenti sul lavoro, ci sarebbe bisogno di maggiori incentivi alla sicurezza, non di togliere quattrocento milioni di euro dai fondi per finanziare “alleggerimenti” dei costi per le aziende.

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Fonte

Di Maio rivendica con orgoglio il taglio delle tariffe INAIL ma già a inizio febbraio il presidente del consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Inail ammoniva il governo dal tagliare le tariffe. Il Sole 24 Ore ha anche calcolato l’impatto del taglio sul costo del lavoro, calcolando che al massimo le tariffe Inail pesano per l’11% sul costo del lavoro.

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