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Di Maio e Salvini: la retromarcia nascosta su Lodi

Improvvisamente i due vicepremier hanno scoperto che a Lodi c’è un problema. E così mentre Salvini annuncia che anche per gli extracomunitari basterà un’autocertificazione per poter chiedere le agevolazioni per mensa e scuolabus Di Maio scrive un post dove dimostra di non aver capito nulla (ed evita accuratamente di nominare Lodi)

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Alla fine sono stati i buonisti a mettere una pezza alla discriminazione nei confronti  dei figli degli stranieri innescata dall’amministrazione leghista di Lodi. Per decisione della giunta comunale, guidata da Sara Casanova, da quest’anno per poter accedere ai contributi per la mensa e il servizio scuolabus destinati alle famiglie meno abbienti a Lodi per gli italiani (ivi compresi gli stranieri che hanno acquisito la cittadinanza) è sufficiente l’ISEE e un’autocertificazione. Agli immigrati invece è chiesto di produrre una serie di documenti per certificare di non avere proprietà immobiliari all’estero con annessa traduzione giurata che in alcuni casi non possono nemmeno ottenere perché nei paesi d’origine non esiste un catasto centralizzato.

Così Salvini sconfessa la linea di Salvini sul “prima gli italiani”

Più di duemila persone hanno contribuito alla raccolta fondi aperta dal coordinamento “Uguali Doveri”. In pochi giorni sono state effettuate donazioni per un totale di 60mila euro che consentiranno a tutti i bambini figli di quelle famiglie che pur avendo un ISEE basso non sono riuscite a consegnare la documentazione richiesta e che quindi si vedono costrette a dove pagare la mensa a prezzo pieno. Come spiega il Coordinamento visto che le domande di accesso agevolato ai servizi arrivate al Comune di Lodi da parte di persone non comunitarie sono state 316 (di cui 177 per la mensa, 75 per lo scuolabus, 43 per pre e post scuola, 23 per asilo nido) e visto che per l’intero anno scolastico il fabbisogno teorico è di circa 220.000 euro il denaro raccolto consente di garantire l’accesso ai bambini fino a dicembre 2018.

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Così Salvini il 20 settembre scorso

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva inizialmente preso le difese dell’amministrazione lodigiana spiegando la differenza tra “gli amministratori leghisti e tutti gli altri” perché aveva iniziato a dare regole certe e a lottare contro i furbetti. La Lega aveva promesso “prima gli italiani” ed ecco che la Casanova ha deciso di iniziare a chiedere agli stranieri una certificazione del patrimonio (mentre per gli italiani era sufficiente un’autocertificazione).

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Ieri evidentemente Salvini si è ricordato di essere un ministro-papà e ha fatto una clamorosa retromarcia annunciando che qualora non fosse possibile fornire la documentazione richiesta “il Comune si fiderà della buonafede“. Esattamente come fa per gli italiani. Eppure appena un mese fa Salvini parlava della lotta ai furbetti condotta dalla sindaca di Lodi lasciando intendere che i furbetti fossero solo di origine extracomunitaria. Cos’è cambiato? Gli italiani non vengono più per primi? Sembrerebbe di sì visto che Salvini conclude scrivendo che “nel Paese che voglio, le regole valgono per tutti e l’unica distinzione non è tra bianchi e neri ma tra onesti e disonesti“. E se a dirlo è il leader del partito che deve restituire allo Stato 49 milioni di euro c’è da crederci.

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Cosa ha capito Di Maio di quello che è successo a Lodi

Anche l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, ha voluto intervenire sulla vicenda con un post in cui riesce a non nominare mai la città di Lodi. Di Maio è contento per la riuscita della raccolta fondi che dimostra la grande solidarietà e il grande cuore degli italiani “alla faccia di chi si diverte a dipingerli in altra maniera”. Chi li dipinge in un’altra maniera? Saranno mica i soliti buonisti che vanno in giro a dire che in Italia c’è un piccolo problema di razzismo? Eppure a risolvere la situazione sono stati proprio loro, perché il governo non ha mosso un dito fino a che la questione non è esplosa su tutti i giornali dopo il servizio andato in onda a Piazza pulita la settimana scorsa.

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Di Maio dimostra di non aver però capito bene qual è il punto della questione. Lo si capisce quando scrive che «se alcuni genitori non si comportano bene si multino loro, non i loro figli». Perché i genitori stranieri non si lamentano che i loro figli sono stati esclusi a causa di qualche infrazione commessa. Protestano perché a loro – a parità di ISEE delle famiglie italiane – è richiesto di produrre più documenti e certificati. Il ministro invece sembra confondere la situazione con quella dei bambini esclusi da scuola perché i genitori hanno deciso di non vaccinarli tant’è che l’argomentazione è la stessa. Ma perché Di Maio scrive così e non parla mai di Lodi (si limita a postare lo screenshot di un articolo del Corriere)? Lo fa probabilmente per non irritare la Lega, questo anche se a Lodi il M5S è all’opposizione. Come al solito mentre la Lega a livello locale continua a seguire la sua strategia e mantiene le alleanze con il centrodestra il M5S invece non riesce ad affermare la propria alterità e preferisce rimanere in una posizione subalterna all’alleato leghista. Eppure alle politiche di marzo il MoVimento ha preso quasi il doppio dei voti della Lega.

I patridioti che combattono “il finto razzismo” a suon di commenti

Ma non è solo Di Maio a non aver capito cosa è successo a Lodi. Lo dimostrano i commenti degli italiani indignati perché un bambino di Foggia affetto da paralisi cerebrale non può andare in mensa. Come spiega il Fatto Quotidiano in questo caso è la mancanza di personale in grado di assistere l’alunno durante il pranzo.

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Nei commenti però una valanga di patridioti ha deciso che il caso di Lodi e quello di Foggia sono uguali (non lo sono anche se il problema è sempre la mensa). Sono gli stessi italiani che Di Maio dice che qualcuno dipinge come razzisti.

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Ebbene, oltre a non aver letto il testo dell’articolo ma essersi fermati solo al titolo (per carità, cosa assai comune di questi tempi) gli italiani bravi di cuore si chiedono come mai per il bambino di Foggia nessun buonista abbia aperto una raccolta fondi per aiutarlo.

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Oltre al fatto che nessuno di questi commentatori si è rimboccato le maniche per aprire una raccolta fondi per Francesco (che però servirebbe a poco visto che si tratta di un problema di personale) c’è ovviamente anche chi se la prende con chi denuncia casi di “finto razzismo” come quello di Lodi.

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